
Istituto Tecnico Industriale Aldini-Valeriani (costruttore)
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legno, ferro , cuoio, cemento
n. 00000177
Il modello riproduce, in scala 1:2 un mulino da seta alla bolognese ed è composto da:
– una ruota verticale a cassette in legno, messa in funzione da un motore elettrico con regolazione automatica per avviamento e arresto, nascosto da una struttura in legno che fa da base al modello;
– un filatoio-torcitoio rotondo a sedici poste con trecentottantaquattro rocchetti;
– un incannatoio meccanico, collegato al torcitoio da un albero orizzontale terminante da un lato con una ruota a gabbia che ingrana in ruota a pioli solidale con l'albero del torcitoio e dall'altro lato con una ruota a pioli che ingrana con una ruota a gabbia solidale all'abero verticale che trasmette il movimento all'incannatoio.
Accanto al modello sono state poste due statue in gesso rappresentanti un uomo e un bambino in scala col mulino e una struttura in legno formata da una scaletta e un piano per simulare i due piani dell'edificio su cui si distende la macchina.
Il modello fu realizzato tra il 1982 e il 1986 sotto la direzione dell'allora Museo-Laboratoio Aldini-Valeriani (ora Museo del Patrimonio Industriale di Bologna) all'interno dell'Istituto Aldini-Valeriani. Questo cantiere, coordinato da Roberto Curti (allora direttore del museo), si è servito della consulenza scientifica di Carlo Poni, docente di Storia Economica all'Università di Bologna e della collaborazione sia del Museo Civico della Seta Abegg di Garlate (Como) sia del Museo Civico Setificio di Abbadia Lariana (Como).
Alla progettazione e realizzazione hanno partecipato: Carlo Dall'Omo (disegnatore e progettista), Alberto Tullini (ebanista), Davide Regazzi (modellista), Arrigo Atti, Antonio De Zaiacono, Giuseppe Romagnoli, Edgardo Stampini, Marcello Tercon (attrezzisti meccanici e operatori alle macchine).
Il modello è un falso storico perché riunisce insieme parti ricavate da fonti, testimonianze, soluzioni diverse anche cronologicamente, compiendo quindi un'astrazione parziale dalla realtà.
Per simulare il movimento della macchina attraverso la ruota idraulica, è stato utilizzato un motoriduttore di 2 HP adattandogli una frizione a dischi in grado di facilitarne un avviamento lento.
data di costruzione: 1982-1986
uso originario: usato per scopi didattici
luogo di costruzione: Bologna
Bibliografia R08/01001151
Bibliografia R08/01001152
Bibliografia R08/01001147
Bibliografia
Campigotto A./ Curti R./ Grandi M./ Guenzi A. (a cura di)
Prodotto a Bologna una identità industriale con cinque secoli di storia
Bologna
2000
pp. 11, 36, 37
Bibliografia
Poni C.
Il network della seta nelle città italiane in Età Moderna
Bologna
2001
v. II, p. 9
Bibliografia R08/01001175