
n. 365
Bilancia pesamonete a bracci uguali con giogo in ferro lavorato a mano con piccole decorazioni ed estremità a collo di cigno tedesca; coltello centrale riportato in acciaio. Indice in ferro a forma di ago rivolto verso l'alto terminante con una piccola sfera in ottone. Forbice in ferro in un solo pezzo: la parte inferiore è richiusa da una staffa in filo di ottone; la parte superiore è dotata di foro centrale e gancio ad S in ottone e fiocco in seta verde per la sospensione manuale della bilancia. Alle estremità del giogo un gancio ad S in ottone e tre cordicelle in seta verde, fermate con nodi, sostengono i piatti in ottone di forma circolare leggermente concava.
Custodia in legno di forma rettangolare con estremità arrotondate, verniciata in nero, foderata all'interno con carta da rilegatura a motivi geometrici e avente al suo interno gli alloggiamenti per la bilancia e i relativi pesi. Lo spazio per i pesi frazionali è dotato di coperchio in ottone a cerniera. La custodia contiene sei pesi a forma di piramide tronca a base quadrata, di cui tre con piccolo pomello per la presa, e un peso frazionale. Tre pesi riportano sulla faccia superiore la denominazione della moneta: Ecus e Louis Neuf (2), due l'effigie della moneta (pistole) e un peso è da 2 denari; il peso frazionale è una foglietta in ottone di massa 5 grani. La custodia si chiude con un gancio ad uncino in ottone.
Le caratteristiche costruttive della bilancia e della custodia e il corredo di pesi consentono di affermare che si tratta di una cassetta per cambiavalute o per mercante de XVIII secolo costruita in Francia o in Germania. Questo strumento fa parte della ricca produzione europea, propria del XVIII secolo, di bilance destinate al controllo ponderale delle monete d'oro e d'argento in circolazione, spesso oggetto di frodi e di contraffazioni.
Bibliografia
Luppi G. (a cura di)
Bilance a bracci uguali
Modena
Il bulino
1993
p. 175