
produzione mitteleuropea
n. 338
Bilancia a bracci uguali pesacereali con giogo in ottone con estremità a scatola aperta e coltelli in acciaio riportati; il coltello centrale è protetto da due copertine in acciaio tenute da viti. Forbice in ottone in un solo pezzo: la parte inferiore è richiusa da una staffa in ottone; la parte superiore è invece dotata di foro e gancio ad S in ottone per la sospensione dello strumento. Indice ad ago in ferro rivolto verso l'alto che si muove in solido col giogo. Alle estremità del giogo un gancio ad S in ottone e due corde doppie da un lato e tre corde dall'altro sostengono i piatti in ottone. Il contenitore per la merce è di forma cilindrica con bordi rinforzati e dotato di due appendici diametralmente opposte a cui sono legate le corde di sospensione. Il piatto per i pesi è di forma cilindrica con bordo rialzato ed ha tre fori per le corde di sospensione.
Custodia in legno di acero massiccio di forma bombata al cui interno sono intagliati gli alloggi per il giogo, i piatti, la rasiera e dieci pesi. Rimangono sette pesi in ottone di forma cilindrica con pomello fine di massa 100, 40, 20 (2), 10 e 4 (2) grammi. All'interno della custodia, che si chiude lateralmente con due ganci ad uncino, è contenuta anche una rasiera a forma di "cannella" in legno con terminazioni in ottone.
Fin dall'antichità il grano veniva misurato in base alla determinazione volumetrica e le misure di capacità variavano da città a città; successivamente alla determinazione volumetrica venne associata la misurazione in peso naturale e presto ci si rese conto che ad una stessa misura volumetrica non corrispondeva lo stesso peso, sia per le diverse partite di grano sia per il modo in cui si riempivano le misure di volume. Per la determinazione del peso specifico, si adottò il pesa grano idrometrico di Hubaine e si constatò che il peso specifico di uno stesso campione variava a seconda di come il grano veniva versato nel provino; si adottò quindi il "cavalletto marsigliese" in legno dotato di tramoggia a sportello che serviva a riempire un recipiente della capacità di un ettolitro. La ditta Schopper di Lipsia pensò di applicare il medesimo principio ad una bilancia di grande precisione che permettesse di ridurre, per comodità di maneggio, il recipiente di misurazione da un ettolitro a 20 litri. Più tardi ideò altri modelli da 1 litro e da 1/4 di litro di capacità nei quali il grano veniva versato prima in un cilindro di carico e poi assestato nel cilindro di misurazione mediante la caduta a salto del grano accompagnato da un fondello che lo assesta. La ditta Aprile brevetta nel 1939 un modello da 1 litro e 1/4 di litro nel quale si elimina la caduta a salto e si torna al principio di caduta del grano direttamente da una tramoggia debitamente regolata in modo da garantire l'esatto assestamento.
Bibliografia
Luppi G. (a cura di)
Bilance a bracci uguali
Modena
Il bulino
1993
p. 174