
produzione italiana
n. 253
Bilancia a bracci uguali da orefice con giogo in ferro con estremità rialzata a doppio foro. Coltelli e piani d'appoggio del coltello centrale riportati in acciaio. Il giogo è tenuto insieme da due copertine in ottone sagomate e avvitate al meccanismo di sollevamento del giogo il quale porta un'appendice in ottone terminante in alto con un elemento a trafori con la scala graduata. Indice in ferro a forma di ago con terminazione lanceolata riportato verso l'alto. Colonna in ottone con meccanismo a leva per il sollevamento del giogo azionabile mediante una levetta. All'estremità del giogo ganci in ferro e aste rigide ad U rovesciata in ottone sostengono i piatti di forma circolare concava con bordi ribassati pure in ottone. Base in legno di salice con tiretto per accessori sostenuta da quattro piedini in legno a forma di piccola cipolla.
L'esemplare più antico di bilancia a bracci uguali a noi pervenuto è stato costruito nel Neolitico, circa 7000 anni fa ed è stato rinvenuto nel sito di Naqada nell'Alto Egitto; è una testimonianza quindi della necessità, fin da allora indispensabile, di pesare, attestata oggi solo da un numero esiguo di esemplari ritrovati poichè la deperibilità dei materiali di costruzione, legno e osso, na ha impedito la conservazione. Con il passare del tempo si sono fatte delle modifiche alle estremità dei gioghi per rendere più precise e sensibili le pesate. E' possibile seguire cronologicamente questa evoluzione e datare di conseguenza tutti gli strumenti.
Bibliografia
Luppi G. (a cura di)
Bilance a bracci uguali
Modena
Il bulino
1993
p. 144
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone del regno d'Italia dal 1891 al 1947
Posizione: sul giogo e sui piatti
Descrizione: stemma reale con numero illeggibile
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sui piatti
Descrizione: numero 366 sormontato dalla corona reale
Tipologia: punzone
Posizione: sui piatti
Descrizione: illeggibile