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216
216

dinamometro

216
216
Via Garibaldi, 34/a Campogalliano (MO)
dinamometro
Tipo: con molla circolare "a occhio di bue"
Categoria: meccanica
cm
25(a) 7(la) 4.5(s)
sec. XX (1900 – 1949)

n. 216

Bilancia a molla circolare in ferro nichelato avente all'estremità superiore anello in ferro per la sospensione dello strumento e all'estremità inferiore gancio ad uncino in ferro nichelato, appeso a perno regolabile, per la pesatura della merce. Indice in ferro nichelato a forma di freccia scorrevole su una scala graduata in lamina di ferro nichelato a forma di mezzaluna avvitata alla parete interna della molla; la scala è tarata da 0 a 100 con divisione di 10 kg.

Le bilance a molla sono apparse con certezza attorno al 1760, anche se è plausibile che nel secolo precedente esistessero strumenti per pesare funzionanti in base a questo meccanismo. Il grande vantaggio di questo tipo di bilance è dato dalla facile trasportabilità, mentre non offrono purtroppo grande accuratezza: la molla, infatti, estendendosi o comprimendosi ripetutamente si indebolisce, compromettendo la precisione della bilancia. Il modello più comune è quello realizzato con una molla a spirale introdotto da Richard Salter, il più noto costruttore inglese di bilance tascabili a molla. Nello stesso periodo Salter introdusse altri tipi di bilance a molla tra cui una bilancia a forma di "V". Un altro modello molto popolare nel secolo scorso fu la bilancia a "C" detta "Mancur" in Inghilterra, dove venne introdotta. All'inizio del XX secolo molti inventori e costruttori misero a punto e produssero svariati modelli di bilance a molla impiegati per pesare lettere, pacchi postali, monete e merci di vario tipo.

Bibliografia Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
pp. 53-57

Bibliografia Graham J. T.
Scales and balances: a guide to collecting
Shire Publications
1981
pp. 30-31

Bibliografia Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 14-18

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