
n. 203
bilancia da drogheria a bracci uguali con giogo in ottone lavorato a mano con estremità a staffa; coltelli e piani d'appoggio in acciaio. I piani d'appoggio dei coltelli laterali sono fermati con una vite a passo metrico: questo fa supporre che i coltelli, ben affilati, e i piani d'appoggio siano stati sostituiti recentemente. Il giogo è tenuto insieme da due copertine in ottone avvitate. Indice in ottone a forma di ago rivolto verso l'alto e terminante con una testa di moro in piombo. Colonna in ferro battuto a mano a sezione quadrata che si attorciglia al centro e si arrotonda verso l'alto. Base in fusione di ghisa con quattro lati rientranti e con spigoli sagomati a zampa di leone. Alle estremità del giogo staffe in ottone sostengono, mediante ganci ad occhiello in ferro e tre catene in ottone a segmenti rigidi, i piatti. Entrambi i piatti sono di forma circolare con bordi rialzati: il piatto di destra è in rame con contrappeso, detto delfino, in ottone mentre il piatto di sinistra è in fusione di ghisa con rivestimento interno in rame quasi completamente usurato.
l'esemplare più antico di bilancia a bracci uguali a noi pervenuto è stato costruito nel Neolitico, circa 7000 anni fa ed è stato rinvenuto nel sito di Naqada nell'Alto Egitto; è una testimonianza quindi della necessità, fin da allora indispensabile, di pesare, attestata oggi solo da un numero esiguo di esemplari ritrovati poichè la deperibilità dei materiali di costruzione, legno e osso, na ha impedito la conservazione. Con il passare del tempo si sono fatte delle modifiche alle estremità dei gioghi per rendere più precise e sensibili le pesate. E' possibile seguire cronologicamente questa evoluzione e datare di conseguenza tutti gli strumenti.
uso originario: usata per pesare svariati generi nelle drogherie
Bibliografia
Luppi G. (a cura di)
Bilance a bracci uguali
Modena
Il bulino
1993
p. 138
Tipologia: punzone
Posizione: sul giogo su spina di ottone
Descrizione: illeggibile