
produzione italiana
n. 197
Asta in ferro di forma piatta tarata da 0 a 10 kg con divisione di 100 g. Il braccio minore, terminante a forma di tridente con contrappeso a manicotto in ottone fissato nel rebbio centrale, ha i coltelli riportati in ferro. Il braccio maggiore termina a scatola aperta con coltello riportato in ferro che sostiene anello piatto in ferro per i pesi di rapporto attualmente mancanti. Il romano in ottone di forma sferica con anello e cavità per la massa di correzione della tara chiusa da una vite in ottone ha il corrente piatto a forma di otto non estraibile in ferro. La stadera è sospesa mediante staffa con copertina che chiude i fori in cui passa il coltello, gancio ad occhiello e gancio piatto ad uncino in ferro. La merce è contenuta in una tramoggia di rame di forma troncoconica con bordo inferiore rinforzato e chiusura mediante sportello in rame legato alla tramoggia con una cerniera e chiuso da una leva in ferro lavorato a mano fissata alla tramoggia stessa. La tramoggia è dotata di due anelli in rame cui si fissa un manico in ferro che si appende alla stadera con gancio piatto ad uncino, gancio ad occhiello e staffa in ferro avente copertina che chiude i fori in cui passa il coltello.
Cavalletto in legno di abete con grosse viti che lo rinforzano. Al centro della trave, e passante attraverso di essa, c'è un ferro filettato, bloccato da due dadi a farfalla in ferro, che nella parte inferiore assume la foggia di un anello al quale sospendere lo strumento; verso un'estremità della trave è passante una verga di ferro a sezione quadrata, bloccata anch’essa da due dadi a farfalla in ferro, che in basso assume la forma di una staffa di forma rettangolare per limitare le oscillazioni del braccio maggiore.
L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
Bibliografia
Carossio G.
La stadera: studio teorico pratico
Torino
UTET
1897
pp. 4-51
Bibliografia
Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
pp. 274-283
Bibliografia
Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
pp. 49-52
Bibliografia
Graham J. T.
Scales and balances: a guide to collecting
Shire Publications
1981
pp. 19-21
Bibliografia
Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 8-13
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone del regno d'Italia dal 1891 al 1947
Posizione: sul braccio minore su spina di rame
Descrizione: stemma reale con numero illeggibile
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sul braccio minore
Descrizione: 41-42; dal 45 al 48; alcuni per gli anni '60 e altri illeggibili
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: sotto al romano
Descrizione: testa d'aquila e corona
Tipologia: marchio punzonato
Posizione: sul braccio minore
Descrizione: lettere BG e sopra stella entro cartiglio circolare