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187
187

stadera da mercato

187
187
Via Garibaldi, 34/a Campogalliano (MO)
stadera da mercato
Tipo: a doppia portata
Categoria: meccanica

produzione di influenza ottomana

cm
53(a) 34(lu)
secc. XVIII/ XIX

n. 187

Asta in ferro rifinita a mano tarata in centinaia di dirhem (?) con portata minore da 1 a 5 (con sottomultipli non leggibili) e con portata maggiore da 2 ad 125 (con divisione delle centinaia in quarti). Il braccio minore a sezione quadrata termina con un’estremità a forma di ruota ed ha i coltelli, molto rudimentali, riportati in ferro. Il braccio maggiore a sezione quadrata rastremato verso l'estremità, termina con una cuspide conica in ferro. Il romano, in ottone a forma di doppia cipolla, ha sul fondo una vite in ferro che chiude la cavità della massa di correzione; il romano è sospeso mediante cappio e corrente piatto ad S non estraibile in ferro. La stadera è sospesa mediante staffa trapezoidale con incisioni parallele, gancio ad occhiello e gancio a C in ferro terminante con una sagoma trilobata ed ageminata. La merce è sostenuta da due ganci piatti ad uncino, appesi ognuno ad una catena ad anelli a quattro facce in ferro. Le catene sono riunite in un anello sospeso alla stadera mediante gancio ad occhiello e staffa trapezoidale in ferro con incisioni parallele.

L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
Il dirhem è l’unità di massa utilizzata nell’impero ottomano; il valore medio del dirhem, che varia nel corso dei secoli e di regione in regione, è circa 3,15 g. Il Sistema Metrico Decimale venne introdotto per la prima volta nell’Impero Ottomano nel 1870 ma nella pratica servirono parecchi decenni prima che venisse accettato e le vecchie misure venissero definitivamente abbandonate. Lo stile di questa stadera è riconducibile al periodo Ottomano dei secoli XVIII e XIX.

Bibliografia Carossio G.
La stadera: studio teorico pratico
Torino
UTET
1897
pp. 4-51

Bibliografia Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
pp. 274-283

Bibliografia Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
pp. 49-52

Bibliografia Graham J. T.
Scales and balances: a guide to collecting
Shire Publications
1981
pp. 19-21

Bibliografia Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 8-13

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