
n. 586
Bascula di Quintenz con giogo realizzato in ferro verniciato nero con coltelli riportati in acciaio. Il giogo ha avvitato su di esso un braccio parallelo in ferro di forma piatta tarato da 0 a 10 kg con divisione di 100 g su cui scorre un romano in fusione di ferro a manicotto cilindrico; parallelo ad esso un piccolo braccio per l'azzeramento della bilancia su cui scorre una massa in ferro a manicotto cilindrico bloccabile con una vite. All'estremità del giogo è sospeso, mediante staffa e una lamina in ferro verniciato nero ripiegato ad U, un piattello in legno di forma rettangolare, per i pesi di rapporto, attualmente mancanti. Tale piattello, appesantito da lastre metalliche poste all'interno di un parallelepipedo di legno inchiodato sotto la base, reca sulla sommità della lamina di metallo una piccola conca per mettervi i pesi per tarare lo strumento. Gli indici contrapposti sono in ferro di forma tronco conica. Un meccanismo in ferro con manico muove, sollevandoli, due ferri terminanti a punta che, una volta inseriti in due lastre metalliche forate poste sul frontale della bascula, mettono a riposo il giogo. Il giogo è raccordato alla leva mediante tiranti e staffe in ferro. La leva ad angolo è realizzata in ferro con coltelli e cuscinetti in acciaio. Cassa in legno di rovere di forma trapezoidale; piattaforma e frontale di forma rettangolare realizzati in rovere con rinforzi angolari in ferro. Sul frontale è avvitato un ferro piegato a forma di C per il migliore contenimento dei sacchi che venivano posati sulla piattaforma.
La bascula di Quintenz è così chiamata dal nome del suo inventore, un meccanico di Strasburgo che presentò la domanda di brevetto nel 1821. A Quintenz, morto poco dopo, succedettero Rollé e Schwilgé, l'ultimo dei quali perfezionò lo strumento e lo brevettò nel 1823. La bascula di Quintenz acquistò molta popolarità nell'Europa continentale e venne impiegata soprattutto negli uffici trasporto merci e nelle ferrovie.
Si chiama bilancia decimale perchè è costruita in modo tale da funzionare per confronto di masse in rapporto tra loro di 1:10 o 1:100.
In un listino della Testut del 1969 tale bascula non compare, possiamo quindi ipotizzare una sua produzione in un periodo anteriore la metà del secolo scorso. La ditta Charles Testut viene fondata a Parigi nel 1820, nel 1971 c'è la fusione con la ditta Aequitas e nel 1979 con la Trayvou. Nel 1983 Bernard Tapie Group acquisisce la Testut ma a breve segue un fallimento. Nel 1999 la Testut viene acquisita dalla Mettler Toledo e nel 2003 viene messa in liquidazione.
Bibliografia
Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
pp. 289-293
Bibliografia
Lazzarini M.
Gli strumenti per pesare
Roma
Ferri
1943 (?)
pp. 49-50
Bibliografia
Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
p. 35
Bibliografia
Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 35-38; p. 65
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone francese
Posizione: sul giogo e su lamina di piombo sulla colonna
Descrizione: due mani unite
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone francese
Posizione: su lamina di piombo sulla colonna
Descrizione: lettere F, H, I e altre illeggibili
Tipologia: marchio su targhetta
Identificazione: Testut
Posizione: su targhetta inchiodata al frontale
Descrizione: Testut entro cartiglio romboidale