
n. 290
Bilancia automatica con disposizione di leve di tipo Roberval a biella sottoposta e giogo pendolare a curva rastremata, collegati fra di loro mediante un tirante a nastro di acciaio accavallato a una curva compensatrice. Giogo e nastro sono visibili attraverso un grande oblò in vetro molato. L'indicazione automatica del peso avviene tramite un tamburo ruotante che ha due graduazioni opposte e simmetriche che ruotano dinanzi a due indici opposti e fissi. Una graduazione indica il peso, da 0 a 5 kg con divisione ogni 10 g ma con segnalazione numerica ogni ettogrammo, l'altra il prezzo, da 150 a 900 lire. Il tamburo, visibile da entrambi i lati della bilancia, è riparato da un vetro con una lente che ingrandisce l'indicazione del peso. La base in ghisa verniciata color rame poggia su tre piedini a vite calante in ottone. Una crociera in ghisa sostiene il piatto per la merce in ottone di forma rettangolare con un bordo rialzato. lI piatto ha un sistema a smorzamento delle oscillazioni, con regolatore nuotante in glicerina, collegato alla leva. Al di sotto del piatto vi è una bacinella per la tara di aggiustamento chiusa da un coperchio a vite. Una bolla di livello di forma rettilinea, posta sulla base, indica l'orizzontalità dello strumento che poggia su tre piedi di cui due a vite calante e uno fisso.
La bilancia automatica, nella teoria, era stata ideata da Leonardo che però non costruì strumenti simili. Le uniche bilance automatiche in uso fino alla fine del XIX secolo furono le bilance a pendolo e quelle a molla, che davano una lettura automatica del peso. La bilancia automatica Dujour, costruita dalla ditta francese Trayvou nel 1879, venne ammessa in Italia nel 1892 ma rimase pressochè sconosciuta: maggior fortuna ebbe invece la bilancia Chronos a carico costante ammessa nel 1897. Nel 1911 venne ammessa al commercio una bilancia ottenuta dalla combinazione fra una bilancia composta a sospensione inferiore e due dinamometri disposti verticalmente. Solo nel 1915 viene introdotta la bilancia Toledo a masse pendolari che eliminano l'uso delle molle. La prima bilancia Berkel ad essere ammessa alla verificazione in Italia ha il giogo pendolare compensato e risale al 1923. Le bilance automatiche hanno dapprima due piatti con pesi per aumento di portata poi un unico piatto e masse addizionali interne; il quadrante da forma di settore circolare (ventaglio) diventa circolare; da 1 giro di lancetta si passa a più giri di lancetta. La bilancia in oggetto è la prima della ditta Toledo ad essere brevettata in Italia
Bibliografia
Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
p. 274
Bibliografia
Lazzarini M.
Gli strumenti per pesare
Roma
Ferri
1943 (?)
pp. 56-61
Bibliografia
Prontuario delle norme di fabbricazione degli strumenti per pesare
Milano
1979
pp. 73-85
Bibliografia
Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
p. 67
Tipologia: punzone
Identificazione: punzone italiano
Posizione: su goccia di piombo sulla base, ai lati della targhetta e sul piatto
Descrizione: 43-44; dal 47 al 52; 55-56 e altri illeggibili
Tipologia: marchio punzonato
Posizione: sul piatto
Descrizione: lettere EBV in nesso