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Via Francesco Baracca, 65 – Lugo (RA)

FIAT

dal 1899

aereo

metallo
m
4.430(a) 11.670(lu)
larghezza massima 8,56//apertura alare 9,010/7superficie alare mq 18,130//velocità massima 9150 m//peso a vuoto Kg 3900
sec. XX (1966 – 1966)

n. 2

Aereo da ricognizione Fiat G91Y. "Y" dalla forma del condotto biforcato dei due propulsori. Motore: 2 turbogetti General Electric da 1230 Kg ciascuno di spinta a secco e 1850 Kg con post-bruciatore. Armamento: 2 cannoni DEFA da 30 mm, bombe a caduta libera da 500-600-1000 libbre, razzi aria terra da 2/5 pollici. Equipaggiamento: macchine fotografiche alloggiate nel compartimento anteriore.

Anno di fabbricazione 1966 (prototipo). Anno di radiazione 1994 (8° stormo, 101° Gruppo CBR).
Il FIAT G.91 rappresenta il più grosso successo commerciale dell'industria aeronautica italiana dal dopoguerra ad oggi, prodotto nel maggior numero di esemplari.
Nel 1953 Giuseppe Gabrielli cominciò a lavorare al progetto del G.91 in risposta ad una specifica, dalle richieste molto selettive, emessa dalla NATO, per un cacciabombardiere leggero di dimensioni ridotte, in grado di decollare da piste semipreparate o tronchi autostradali, di facile manutenzione, con rapido rifornimento di combustibile, capace di trasportare vario tipo di munizionamento, e che potesse praticamente assolvere il ruolo tattico di contrastare la minaccia proveniente da una eventuale invasione in Europa delle Forze Corazzate d'Attacco del "Patto di Varsavia". Il velivolo uscito vincitore da questa specifica avrebbe dovuto equipaggiare, con un totale di circa 4000 esemplari costruiti, tutti i paesi allora aderenti alla NATO.
Il primo prototipo del G.91 volò a Torino-Caselle il 9 agosto 1956 ai comandi del pilota collaudatore Riccardo Bignamini.
Il velivolo si dimostrò maneggevole e le capacità di decollo e atterraggio da piste o campi erbosi semipreparati furono superiori alle aspettative.
Nel gennaio del 1958 il G.91 fu dichiarato vincitore del concorso NATO, prevalendo sui francesi Bréguet Br. 1001 "Taon", Dassault Etendard IV e SE Sud Aviation 5300 "Baraudeur", l'inglese Folland Midget/Gnat si era precedentemente ritirato. Il G.91 era un monoreattore, monoplano, mono o biposto, ad ala bassa a freccia di 37° con ipersostentatori a fessura e rivestimento lavorante. La fusoliera in lega leggera a semiguscio alloggiava, oltre la vasca del pilota (protetta da piastre corazzate) e le quattro armi da 12,7 mm, il condotto di adduzione dell'aria captata dalla caratteristica presa d'aria sotto il musetto, in cui erano alloggiate le macchine fotografiche per la ricognizione. Il propulsore era l'inglese Bristol Siddeley Orpheus 803 da 2265 kg di spinta max. Il carrello d'atterraggio era uno speciale triciclo anteriore, di costruzione Messier francese su progetto FIAT, capace di assorbire totalmente le sollecitazioni dei terreni semipreparati.
Lo smacco subito dall'industria aeronautica francese, gli interessi economici legati ad una grossa produzione di aerei, innescarono contrasti e gelosie in campo internazionale che inficiarono la distribuzione del G.91 del Gabrielli a tutte le aviazioni della NATO. Il G.91 fu pure valutato dall'Esercito degli U.S.A. e della Svizzera, e motivazioni di ordine politico ne impedirono l'esportazione alla Grecia, Turchia ed Austria. Solo la Germania Occidentale partecipò al programma acquistando o producendo su licenza 394 esemplari di G.91: di questi una sessantina circa furono ceduti al Portogallo.
Quest'esemplare è della versione Y, bimotore derivato dalla precedente versione R e potenziato da due General Electric J85-GE-13A dotati di postbruciatore. Fu rialzato e irrobustito il carrello anteriore, come anche i piloni subalari, consentendo così il trasporto delle bombe da 454 Kg. Vennero installati anche due cannoncini e le tre fotocamere già adottate sulla versione R/3.
Nell'A.M.I. il G.91 R-1B, soprannominato "Gigetto", ha equipaggiato, dal 1961, la 5 e la 51 Aerobrigata, il 2° e 32° Stormo ed il 103° Gruppo CTL. A sottolineare le sue ottime caratteristiche di volo, il G.91 ha equipaggiato per 18 anni, dal 1963 al 1981, il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico "Frecce Tricolori", la famosa pattuglia acrobatica nazionale.
Costruito in totale in 690 esemplari, il monoposto G.91R ha compiuto il suo ultimo volo il 9 aprile 1992, mentre il biposto da addestramento G.91T ha effettuato l'ultimo volo, in una solenne cerimonia sulla base di Amendola, il 30 settembre 1995.

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: emblema
Identificazione: 101° Gruppo volo
Posizione: sulla coda
Descrizione: scritta "Saetto nel Cielo con la Passione nel Cuore"

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