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Via Fratelli Cervi, 9 – Gattatico (RE)

aratro

[al piód ed lègn cmal carèt]

strumenti e accessori

legno di noce

legno di robinia

ferro

cm
110 (a) 104 (la) 305 (l)
sec. XX prima metà

n. 178

composto da un avantreno, che sostiene la bure; la bure è fissata in basso alla stegola sinistra, sopra il ceppo, dal quale è ricavato il massiccio orecchio, rivestito con ferro. Il vomere in ferro ricorda la metà destra di una freccia. Parti componenti: avantreno (carèt), vomere (gmér), ceppo (dintél), bure (bòra), coltro (cóltra), stegole (còvi), orecchio (asa), catena (cadeina), martello (timpradór), legno del carrello da congiungere al timone (palastrèla)

Funzione: serviva per rompere e rovesciare il terrreno. La prima aratura si faceva ad agosto, dopo aver dato il colaticcio con il carro-botte; con l'aratro, trainato anche da diverse paia di buoi mediante il timone volante, si iniziava ad arare nelle prime ore del giorno, quando ancora era buio, fino a mezzogiorno. A settembre, prima della semina si faceva poi una seconda aratura

spostando il martello nei fori della bure si regolava l'angolo tra i corpi lavoranti e il terreno: se si aumentava la distanza tra il vomere e l'avantreno, si otteneva un'aratura più profonda; spostando il martello nella parte posteriore della bure si otteneva il risultato opposto

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