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Gianfranco Cresciani, In mare non ci stanno taverne, 2004, Ravenna Porto Corsini, Capitaneria di Porto di Ravenna
Gianfranco Cresciani, In mare non ci stanno taverne, 2004, Ravenna Porto Corsini, Capitaneria di Porto di Ravenna

In mare non ci stanno taverne

Gianfranco Cresciani, In mare non ci stanno taverne, 2004, Ravenna Porto Corsini, Capitaneria di Porto di Ravenna
Gianfranco Cresciani, In mare non ci stanno taverne, 2004, Ravenna Porto Corsini, Capitaneria di Porto di Ravenna
Via Teseo Guerra – Ravenna (RA)
attivo 2004
mosaico
tessere vetrose
sec. XXI (2004 – 2004)

L’8 ottobre 2002 veniva pubblicato il Concorso nazionale fra artisti per l’acquisizione di opere d’arte da destinare alla Capitaneria di porto di Ravenna. Il bando, che comprendeva anche altre Capitanerie di porto dell’Italia, prevedeva che per tutte “la fonte ispirativa delle opere richieste ove non meglio specificata [fosse] il mare e tutte le attività ad esso connesse”. Nel 2003 si riuniva la commissione formata da Marzia Faietti, Vittorio Mascalchi, Davide Benati e Lucio Assogna.
Cresciani nella relazione tecnica dell'opera afferma che: “[…] la decorazione si basa essenzialmente sul fascino evocativo proprio del sogno o del racconto fiabesco più che sulla narrazione della quotidiana realtà. Quindi era essenziale risolvere questa apparente contraddizione tra “il realismo” e “il fantastico”, in modo da ottemperare a quanto richiesto attraverso scelte estetiche consone al III Millennio in cui la “descrizione” è ormai deputata ad arti visive diverse dalla pittura: la fotografia, il cinema e/o la televisione […] l’aver individuato un cerchio di quasi cinque metri quadrati in mosaico da inserire nel pavimento dell’ingresso della Capitaneria di Porto, conferisce particolare rilevanza alla decorazione che viene ad assumere, essa stessa, il valore degli ‘emblemata’ dei mosaici pavimentali dell’antico mondo greco-romano. Da questa presa d’atto nasce l’impostazione compositiva del mio progetto che valorizza allo stesso modo sia l’elemento saliente che il fondo: sarà il pavimento circostante a fare da cornice al mosaico circolare che, quindi, non necessita di particolari passe par tout interni alla decorazione. Il fondo, il ‘mare’, non è elemento di calma: i toni del blu intenso, accostati al ferrigno con lumeggiature d’oro conferiscono a questa parte della decorazione quel senso d’instabilità e d’angoscia, che il mare in tempesta inevitabilmente suscita. Per contrasto, l’elemento di sicurezza, il soccorso è stato simboleggiato da un elemento compositivo che richiama visivamente l’idea dell’approdo, dell’isola, del porto.”

Bibliografia Collina C.
Collina C. (a cura di)
Storia dell’arte del percento in Emilia-Romagna
Il percento per l’arte in Emilia-Romagna. La legge del 29 luglio 1949 n. 717: applicazioni ed evoluzioni del 2% sul territorio
Bologna
Compositori
2009
270

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