
produzione apula
cratere
n. 27737
Cratere a campana apulo con piede cilindrico, con modanatura allo spigolo superiore; risega all'attacco superiore dello stelo; corpo a campana, rastremato verso il basso; anse orizzontali a bastoncello ripiegate verso l'alto; labbro svasato; orlo arrotondato.
Ceramica a figure rosse.
Decorato, sotto l'orlo esterno da una coroncina di foglie d'alloro; in corrispondenza dell'attacco delle anse linguette; sotto le anse palmette incorniciate da girali con foglie a goccia e fiori. Sotto le raffigurazioni, fascia corrente a meandri intervallati da rettangoli crociati con punti neri nei quattro campi. Su di un lato vi è la raffigurazione di una figura femminile che fugge verso sinistra, sollevando con la mano destra un lembo della veste, e volge lo sguardo verso una figura maschile, nuda, che la segue. La donna indossa il peplo, calzari, orecchini e bracciali suddipinti in bianco; nella mano sinistra stringe uno specchio. La figura maschile ha la clamide appoggiata sul braccio sinistro, sul capo porta una benda e al collo un'ampia collana, suddipinte in bianco. Nella mano sinistra regge un'asta, forse in origine un tirso, attualmente poco leggibile ; con la mano destra porge una patera. Nel campo, fra le due figure, si trova una benda; in alto, due finestrelle e una foglia cuoriforme. Sul lato opposto vi sono due efebi a colloquio avvolti nell' "himation", uno dei quali si appoggia ad un bastone. Fra di essi si trova un motivo vegetale a doppia voluta, boccioli e foglie a goccia. Nel campo in alto finestrella e disco crociato.
Ceramica italiota a figure rosse.
Il cratere di Faenza è avvicinabile ad un esemplare conservato a Reading, inserito da Trendall-Cambitoglou nella produzione del Gruppo di Chrysle (TRENDALL-CAMBITOGLOU. "The red-figured vases of Apulia, I, Early and Middle Apulian". Oxford 1978, pp. 233-235 n. 73, tav. 75 nn. 5-6).In particolare è molto visibile la resa del panneggio nelle vesti degli efebi del secondo lato e le teste piuttosto piccole in proporzione al corpo. Alcune analogie si possono riscontrare anche nella figura femminile , presente sul primi lato dei due crateri, soprattutto nel tratto delle pieghe della veste.
Bibliografia
Sassatelli G. (a cura di)
Le ceramiche egee, nuragiche, fenicio-puniche e magno-greche
Faenza
Pubblialfa s.r.l.
1995
pp. 125-126, n. 211
Bibliografia
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Casali C./ Mazzotti V. (a cura di)
Guida al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Misterbianco
EMIL edizioni
2016
p. 38
Bibliografia
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Gaucci A./ Gamberini A. (a cura di)
Ceramica classica : guida alle collezioni
Cinisello Balsamo
Silvana Editoriale
2023
p. 58