
produzione della Cina, dinastia Qing (1644-1911)
statua
n. 19159
Statua in legno dorato e dipinto raffigurante Amituo Fo (sanscrito: Amitabha) stante su un piedistallo/cuscino a doppia corolla di loto, in veste monastica con il braccio destro abbassato lungo il corpo, mentre il sinistro mostra un complesso accessorio identificabile con uno degli attributi più frequenti di Amithabha, vale a dire la ‘ampolla dell’elisir di lunga vita’ (cin. baoping; sans. amrita-kalasha). In questo caso, però, l’ampolla vera e propria (terzo elemento dall’alto) poggia su un basamento posto su una ciotola per elemosine (simbolo dei monaci buddhisti, ma la foto non è chiara purtroppo). L’ampolla è sovrastata da una tazza a largo piede (del tipo usato per offerte devozionali) a sua volta contenente una tazza libatoria -ad alto stelo- a forma di fiore di loto.
Il braccio destro della figura stante, come spesso accade in questa iconografia, è più lungo del normale e compie il gesto di accogliere l’anima del devoto defunto per portarla nel paradiso della ‘Terra Pura’. In tale posizione Amituo Fo è chiamato Jieyin Fo (‘Buddha che accoglie’) (ma le dita della mano destra potrebbero essere state reintegrate? Per favore verificare).
Sulla schiena della statua si nota un tassello rettangolare a chiusura di un ricettacolo che era usato per deporre, all’atto della consacrazione dell’immagine, piccole offerte votive e/o rotolini di carta recanti preghiere, o invocazioni.
Legno dorato, lacca e pigmenti colorati.
Il Buddha celestiale Amitabha (dal sans. ‘Luce [abha] senza fine [amita]’, in cin. Amituo Fo (translitterazione dal sanscrito) o (in traduzione del termine sans.) Wuliangguang Fo = ‘Buddha della luce infinita’, per questa sua ‘luminosità’ egli ha carnagione rossa, o come in questo caso, dorata, mentre la capigliatura a riccioli di colore azzurro, richiamandosi al Buddha storico Gautama, incastona la protuberanza cranica (cin. dingxiang, sans. ushnisha) -uno dei 32 segni distintivi di un buddha (sans. mahapurusha lakshana) -, simbolo della immensa saggezza raggiunta nell’attingere la buddhità.
Amitabha/Amituo Fo, che come il Buddha storico Gautama è un ‘Illuminato’ completo, ovvero non più partecipe al ciclo delle reincarnazioni (sans. samsara), risiede in una ‘Pura Terra’ (cin. Jingtu; sans. Sukhāvatī) posta in una dimensione dell’estremo Occidente.
Il culto per il Buddha celestiale Amitabha (formante una scuola del Buddhismo Mahayana detta ‘Amidismo’) è diffuso principalmente in Cina e Giappone, in minor misura in Tibet, Mongolia e Vietnam.
Oltre che in posizione stante Amituo Fo è anche raffigurato seduto nella postura del loto con le mani nel ‘Gesto della meditazione’ (sans. Dhyanamudra) sulle quali reca l’ampolla baoping o la ciotola da elemosine; in ambedue le forme è raffigurato in molte statuine di bronzo e di porcellana delle dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912).
In base a confronti stilistici con queste ultime, lo stile della figura di Amitabha in discorso, che ancora risente di stilemi di epoca Ming, si inquadra tra il tardo sec. XVII e il sec. XVIII (dinastia Qing, 1644-1911).