
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XVIII
contesto naturale: montagna
Il mulino è incastonato nel pendio che scende verso il rio Lezzo. Caratterizzato da un forte sviluppo verticale necessario per superare il forte salto di quota del pendio, presenta poche luci ed un unico ingresso posto sul lato corto rivolto verso monte. Altre due bucature sono il punto di ingresso dell'acqua nella botte e il punto di fuoriuscita dalla sala di ritrecine. È costruito interamente in pietra locale con angolature realizzate in blocchi litici. Sul lato lungo verso monte, si osserva un grande muro di contenimento realizzato in blocchi di pietra, che delimita parte della vasca della botte.
Evidenze rimaste L'impianto idraulico comprendeva la grande botte realizzata in blocchi di pietra posta sul lato lungo verso monte della struttura. Uno scivolo in legno conduceva le acque da questa botte alla sala di ritrecine. Una chiusa permetteva di regolare il livello del troppo pieno. Nella sala di ritrecine si può ancora osservare, restaurato, l'albero con i catini in legno posti al di sopra della banchina necessaria per regolare il grado di macinatura. Nel vano superiore si trova l'unica macina del mulino anch'essa restaurata e musealizzata. Restano soltanto la macina di sopra e la macina di sotto prive della loro corona e del cassone per la raccolta del macinato. Al di sopra è sospesa la grande tramoggia in legno.
Insediamento e paesaggio L'edificio che ospita il mulino sorge in posizione isolata circondato da vegetazione, in una altura.
Insediamento e paesaggio Il mulino sorge sulla riva destra del rio Lezza, a pochissima distanza dal ponte omonimo, è situato alle pendici di un'altura in forte pendio. Tale posizione non permette di raggiungerlo con facilità. Viene infatti incluso in percorsi da trekking montano.