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Mulino di Gazzata

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San Martino in Rio (RE)

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XIX

contesto naturale: pianura

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico

La struttura che ospitava il mulino, già presente nella carta topografica del 1822, è sviluppata verso il canale con l'aggiunta di due corpi di fabbrica, uno come prolungamento del primo, originariamente come stalla e fienile dalle tracce murarie, e il secondo, immediatamente addossato, è un capannone moderno. Le strutture dell'impianto molitorio dovevano essere ospitate al livello inferiore e il portico garantiva il riparo per i fruitori e le bestie da soma in attesa della molitura.
La bella struttura originaria, era inizialmente disposta su una pianta a P con la presenza di un portico ad L affacciato su una corte aperta laterale. Tale portico è organizzato con pilastri posti a sostegno di archi in laterizio a sesto ribassato (con l'eccezione del lato breve). Due luci di questo portico risultano oggi tamponate. L'edificio, costruito in laterizio, è oggi destinato ad abitazione. Al livello superiore si osserva la presenza di luci disposte regolarmente anche al di sotto delle arcate del portico. Sul retro (SE) si riconosce, dipinto tra le due aperture centrali, un blasone affrescato con lo stemma della casata di S. Martino in Rio Estense (Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Pianura reggiana, 1994, p. 339). Subito davanti passava il canale di carico che è stato oggi tombato.

Evidenze rimaste Non è stato possibile appurare la presenza degli impianti molitori per l'impossibilità di accesso agli interni della struttura.
Da bibliografia risulta inoltre che il mulino possedesse "tre palmenti comuni da cereali azionati da quattro ruote idrauliche a ritrecine" (Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Pianura reggiana, 1994, p. 339).

Si osserva il canale di carico che alimentava il mulino grazie a un sistema di chiuse ancora presente. Tale canale risulta oggi, per la parte che passa sul retro del mulino, tombato.

Insediamento e paesaggio Il mulino, posto in edificio complesso e in parte archivoltato, con addossato un capannone recente, è posto in un fondo rurale aperto, in cui, sul fronte stradale è presente il canale, tombato, con cui si alimentava il mulino. Interventi di ristrutturazione ne hanno modificato la morfologia originaria. Conserva tuttavia parte dei suoi impianti. Da informazione desunte da bibliografia, nell'antica struttura era presente anche un torchio (Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Pianura reggiana, 1994, p. 339).
Non vengono tuttavia segnalati, né verificabili in loco, ulteriori edifici rurali di pertinenza dell'antico opificio.

Insediamento e paesaggio Il complesso si trova vicino a un crocevia ove sono presenti altri complessi tipici rurali.
In angolo tra la via Stradone con via del Bosco è presente una maestà a pilastro del secolo scorso, dedicata alla Madonna.
Il mulino è situato a ridosso del comune di Rubiera, nei pressi del Canale d'Enza da cui prelevava le acque per il funzionamento delle macine. L'area entro cui insiste la struttura è una vasta area pianeggiante e caratterizzata da ampi campi coltivabili alternati a vaste distese prative.

Sistema idraulico conservato canale di carico
Notizie storiche Il mulino viene segnalato nella carta topografica del Ducato Estense del 1822-28; viene inoltre riportato nella Carta idrografica d'Italia del 1888.

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Pianura reggiana, 1994, p. 339.
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