
Castrocaro Terme e Terra del Sole
La fortezza è stata riaperta al pubblico nell'anno 2000 al termine di una lunga attività di restauro. Si erge maestosa sullo sperone roccioso di Castrocaro ed è considerata dagli esperti uno dei più significativi esempi di architettura fortificata. Sono visitabili la Corte interna, la Chiesa duecentesca di Santa Barbara, la Torre delle Segrete e dei Tormenti, gli Spalti delle bombarde, le Grotte trogloditiche ed il Palazzo del Castellano.
Il percorso espositivo comprende una mostra permanente di armi, maioliche, dipinti, arredi e suppellettili del periodo medievale e rinascimentale e il Museo Storico-Archeologico del Castello e della Città (MuSA). Quest'ultimo, allestito al piano terra del Palazzo del Castellano, conserva reperti risalenti alla preistoria, al periodo etrusco, romano, longobardo e bizantino fino al Medioevo, al rinascimento ed oltre, come selci, monili, monete, medaglie, vetri, maioliche, armi e pergamene.
Pubblicazioni e cataloghi Caruso Elio, Caruso Elisabetta, Castrocaro il patrimonio artistico, architettonico e ambientale di Castrocaro, Terra del Sole e Pieve Salutare, Cesena, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio, 2009.
Pubblicazioni e cataloghi Caruso Elio, L’Aquila le Chiavi il Giglio, la millenaria storia della Rocca di Castrocaro e del suo territorio, Castrocaro, Vespignani editore, 2007.
Pubblicazioni e cataloghi Caruso Elio, Caruso Elisabetta, Castrocaro nel rinascimento, il capoluogo della Romagna toscana tra Quattro e Cinquecento, Cesena, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio, 2006.
Pubblicazioni e cataloghi Zaccaria A., Verna C., L'antica fortezza di Castrocaro, Castrocaro Terme, 1986.
Storia dell’edificio
La prima testimonianza scritta dell'esistenza di un “castrum” fino ad oggi conosciuta risale al 1059, quando il fortilizio era abitato da una famiglia comitale dell'entourage degli imperatori tedeschi. Dal 1118 il castello risulta possedimento dell'Arcivescovato di Ravenna, che lo infeuda ai Conti di Castrocaro. E' in questo periodo che la rocca viene rinforzata rendendola un maniero strategico ed importante per la difesa del feudo. In breve il castello di Castrocaro raggiunse una determinante rilevanza strategica, tanto che nel 1160 e nel 1164 ospitò anche l'imperatore Federico Barbarossa.
Più volte inutilmente reclamato dallo Stato della Chiesa, tanto che nel 1212 l'imperatore Ottone e i Conti di Castrocaro incorsero nella scomunica, con la morte di Federico II anche i Conti di Castrocaro nel 1282 furono costretti a sottomettersi al papa Martino IV e il castello passò sotto il diretto controllo della Chiesa, che vi insediò proprie milizie e un castellano, trasformandola in presidio militare e sede di tribunale.
Dopo lunghe trattative, nel 1403 Castrocaro venne annessa alla Repubblica di Firenze e per circa duecento anni sarà il capoluogo della Romagna Toscana. Per tutto il Quattrocento e la prima metà del Cinquecento il grande fortilizio rupestre fu interessato da importanti modifiche strutturali, fatte apportare dagli architetti militari fiorentini per adeguarla alle nuove esigenze belliche, sorte in seguito all'introduzione delle armi da fuoco. Di questo periodo sono gli Arsenali Medicei, straordinaria e ciclopica costruzione cinquecentesca, alla cui costruzione contribuirono famosi architetti come Antonio da Sangallo il Vecchio, Giovan Battista Belluzzi detto il Sammarino, Gabrio Serbelloni, Bernardo Buontanenti.
In seguito alla nuova politica territoriale del Granduca di Toscana che relegò la Romagna ai margini dello Stato mediceo e la costruzione di Terra del Sole (seconda metà del Cinquecento), per la Fortezza di Castrocaro iniziarono il progressivo disarmo e l'abbandono. Nel 1676 venne ceduta a livello, e nel 1782 venduta a privati. Nei secoli successivi non venne mai più utilizzata, né per scopi militari, né per usi residenziali e abitativi, rimanendo così sostanzialmente immutata.
Acquistata nel 1923 dal comune, nel 1982 ebbero inizio complessi lavori di restauro ultimati nel 2000. La Fortezza è stata poi affidata in gestione alla Pro Loco affinché vi realizzasse un progetto di riuso culturale e turistico dalla stessa redatto, che prevedeva l'allestimento di un Museo storico, di una Enoteca, lo svolgimento di iniziative di valorizzazione dell'enogastronomia locale, convegni e intrattenimenti culturali, stages e spettacoli di falconeria.