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Platanus orientalis L.

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Carpinello – Via Cervese, 231
Forlì (FC)

albero singolo

Famiglia: Platanaceae

Provvedimento di tutela
Albero monumentale d’Italia D.M. n. 5450 del 19-12-2017
D.P.G.R. 112/92

n. 01/D704/FC/08
n. FCD704S036238
n. 36-34

Con la sua massiccia chioma di oltre 30 metri di diametro e allargata su una superficie di
oltre 900 metri quadrati, che in altezza oltrepassa i trenta metri e con i rami che arrivano fino a
lambire il suolo, il platano di Carpinello si presenta come una maestosa isolata calotta di foglie
nella piattezza della campagna forlivese. È riconoscibile da lontano, anche dall’autostrada A14.
I piatti campi coltivati che ora lo circondano fino alla seconda guerra mondiale erano ancora un
magnifico parco di 13 ettari di estensione, il bosco dei Conti Orsi-Mangelli, che circondava la villa
e conteneva splendide alberature di numerose specie, anche esotiche, cedri, sequoie, ginkgo,
magnolie, viali di platani e tigli. Il platano ne faceva parte ed era già di dimensioni eccezionali.
A seguito dell’occupazione della villa da parte di un comando tedesco, i danni derivanti dai bombardamenti delle truppe alleate, l’abbandono del parco nel dopoguerra e il prelievo indiscriminato di legname hanno provocato l’abbattimento una dopo l’altra di tutte le alberature presenti
ad eccezione di questo maestoso esemplare, unico sopravvissuto di un passato glorioso, anche
se vistosamente mutilato. Forse era troppo grande e difficile da abbattere con gli strumenti
manuali a disposizione all’epoca?
Molte storie ed aneddoti si raccontano a proposito
di quest’albero.
A partire dalle caratteristiche peculiari della pianta;
tra le varie supposte spiegazioni si è ipotizzata anche la sua possibile origine dall’improbabile innesto
di un platano su una quercia. In realtà questo esemplare di Platanus orientalis rappresenta un’entità
molto rara per l’Italia.
La tradizione narra di una visita del poeta Giosue
Carducci alla villa nei primi anni del Novecento,
quando ancora esisteva il parco; il platano era già
di dimensioni maestose e ispirò il poeta che si fermò alla sua ombra per comporre un’ode.
Grazie all’opera di trapianto di un abile giardiniere al
servizio delle famiglie nobiliari forlivesi, esiste anche un “gemello” del platano che si erge altissimo
nel parco della settecentesca villa padronale del
Conte Guido Guarini Matteucci, in località San Tomè.
Dopo le vicissitudini della guerra, seguite dai danni
provocati da un fulmine che ne ha spezzato la cima,
il platano ha ricostruito la chioma e ritrovato il suo
equilibrio strutturale. Le numerose gibbosità del
tronco restano a testimonianza delle ramificazioni perdute.

Bibliografia Tosetti T./ Tivoli C. (a cura di)
Giganti protetti : gli alberi monumentali in Emilia-Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2002

Bibliografia Tosetti T. (a cura di)
Giganti da proteggere : conservazione e gestione degli alberi monumentali
Bologna
CLUEB – Istituto beni culturali
2008

Dove si trova

Carpinello – Via Cervese, 231

Forlì (FC)

PatER