Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

_0003380
_0003380

L' acqua ch'io prendo giammai non si corse

_0003380
_0003380
Museo Dante, via Dante Alighieri, 2/A – Casa Dante, via Guido da Polenta, 4 – Ravenna (RA)

Bonazza Luigi

1877/ 1965

stampa

carta/ acquaforte
mm
590(a) 495(la)
sec. XX (1926 – 1926)

L’incisione è dell’artista Luigi Bonazza che mira a dare un ritratto ideale del Poeta che ne ravvisi le doti spirituali e allo stesso tempo faccia riferimento al percorso mistico del Poeta svolto allegoricamente nella Commedia ed evocato dal verso che dà titolo all’opera (Paradiso, canto II, v. 7).
Il ritratto è inquadrato entro un’edicola di cui non si vede la parte superiore con quattro colonne lavorate a spirale, due delle quali in primo piano sono riccamente ornate da mascheroni e motivi fitomorfi; dietro un paesaggio con una bassa pineta dal cielo nuvolo e tempestoso. Dante s’erge ieratico, lo sguardo fisso e penetrante, le labbra serrate, tra le mani racchiude la rosa mistica simbolo d’amore e di bellezza. Alla base un anello attraversato da un ramo d’alloro e una lucerna contribuiscono al complesso concetto simbolico che l’artista voleva esprimere. L’incisione fu molto apprezzata da D’Annunzio che in una lettera all'artista ne elogiò la profonda ricchezza simbolica promettendogli inoltre che avrebbe appeso l’incisione nella sua dimora del Vittoriale.

Bibliografia Emert G. B.
Il Dante di Luigi Bonazza
Studi trentini
Trento
St. d’arte Grafiche A. Scotoni
1926

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: L'ACQUA CH'IO PRENDO GIAMMAI NON SI CORSE

Altre opere in Museo e Casa Dante (160)
Altre opere simili del sec. XX (775)
PatER