


viale Monte Kosica
Modena (MO)
Il volume presenta una facciata principale, dove si apre l’ingresso all’officina, formata dal locale magazzino e da quello “riparazione” e due brevi facciate cieche, mentre sul retro si trova un ingresso di servizio e l’accesso all’abitazione situata al piano superiore. Successivamente l’area libera posteriore sarà coperta, sempre su progetto di Pucci, da un’agile pensilina metallica, che consentirà di creare una rimessa per gli automezzi e una zona carico-scarico.
Il prospetto principale, inflesso a risolvere magistralmente la difficile conformazione del lotto, diventa anche sfondo prospettico per chi percorra viale Monte Kosica. È evidente, nello studio di tale tema da parte dei progettisti, la consapevolezza della forte valenza urbana del manufatto. Il reticolo strutturale diventa inoltre il principale elemento di caratterizzazione formale, secondo un linguaggio già visto nella stazione delle autolinee progettata da Pucci pochi anni prima sempre in collaborazione con Ugo Cavazzuti, allora ingegnere capo del comune. L’alternanza sapiente di intonaco e mattone a vista contribuisce ad accentuare questa scomposizione del prospetto in parti.
Inoltre, l’ormai consueto utilizzo della copertura a falde rovesciate – visto per la prima volta nella Casa Incis di via Dogali (1951-52) – costituisce una variante rispetto alle falde tradizionali nascoste da un coronamento lineare, come era stato ad esempio per l’edificio del mercato bestiame (1947-51) o ancora nella Stazione delle Autolinee (con V. Vecchi, 1949-53).