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Montecchio Emilia

Torre del Castello della Rocca. Galleria d'Arte Moderna

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piazza della Rocca – Montecchio Emilia (RE)
Tel. 0522 861 861
Email: biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it

La Galleria Civica d'Arte Contemporanea ha sede nella Torre del Castello medievale, costruito nel sesto decennio del XIII secolo; edificio militare d'età matildica aveva la funzione d'avamposto di difesa.
La scelta di collocare la Galleria d'arte moderna negli spazi della Torre del Castello, recentemente restaurato, corrisponde ad una tendenza, tipica ormai del nostro territorio, di valorizzare la continuità dell'arte del passato con la contemporaneità, coniugando architetture e decorazioni antiche con l'arte dell'attualità.
Il patrimonio artistico permanente del Comune di Montecchio si disloca tra la Galleria e gli uffici della sede del Comune e comprende opere di carattere storico sociale, con Giovanni Battistini, un lavoro realista di William Catellani, il libro d'artista, poeticamente informale, di Alfredo Chighine, diversi quadri realizzati con simbolismo postmoderno da Omar Galliani e Vettor Pisani e alcune sculture d'ispirazione poverista di Graziano Pompili.
L'attività promozionale della Galleria, coordinata da Mario Bernabei, è stata sporadica, ma assai interessante e legata, soprattutto, alla Provincia reggiana e a quelle limitrofe: si ricordano le collettive "Arte in Provincia: l'attività artistica negli anni '70 e '80 tra Modena, Reggio Emilia e Parma"; "Ultimo decennio: arte contemporanea vocata al 2000 nelle Province di Parma, Reggio Emilia, Modena" e "Dentro l'immagine: percorsi d'arte"; nonchè l'antologica "Catellani opere pittoriche e grafiche" e "Alberto Manfredi. Gli anni della formazione 1949-1960". Nel 2009, in occasione del trentesimo anniversario della scomparsa dell'artista, si è svolta l'esposizione "Giorgio De Chirico – Una scrittura di sogni. Opere di grafica dal 1929 al 1974".

Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo", Bologna, Compositori, 2004, pp.57-58

Pubblicazioni e cataloghi Bernabei M., Montecchio Il Castello ritrovato, “Quaderni di storia monteccheise e della Valle dell'Enza”, 1, Comune di Montecchio Emilia, 2002

Pubblicazioni e cataloghi Giuffredi A., Note sul rinvenimento e il restauro dell'affresco di Madonna con Bambino e S.Giacomo, in Bernabei M., Montecchio Il Castello ritrovato, “Quaderni di storia monteccheise e della Valle dell'Enza”, 1, Comune di Montecchio Emilia, 2002, pp. 69-74

Pubblicazioni e cataloghi Davoli E.M.(a cura di), Momenti d'arte italiana nelle collezioni civiche di Montecchio Emilia:una storia in otto capitoli, Montecchio Emilia, Tipolito Coop. L'olmo, 1999

Storia dell’edificio Il Castello, ubicato nella parte occidentale del centro storico di Montecchio Emilia, ne rappresenta la più rilevante emergenza storico architettonica. Le origini dell'edificio risalgono al 1113, quando Beatrice, madre di Matilde di Canossa, fece costruire una fortezza, alle origini del Castello. Nella seconda metà del XIII secolo risale invece il perimetro del mastio attuale. Occupato nel 1296 da Azzo d'Este e smantellato nel 1317 da Giberto da Correggio, il fortilizio, importante avamposto militare, venne integrato tra il 1384 e il 1403 dalla costruzione della Rotonda, che la tradizione riconduce ad Alberigo da Barbiano, signore di Montecchio. Tra il 1437 e il 1438 furono scavati i fossati, mentre altre opere di rafforzamento vennero intraprese nella prima metà del XV, fino al 1455. Lo sviluppo della cinta muraria, estesa a 1300 metri di perimetro, comportò la ricostruzione degli appostamenti difensivi e la definizione dell'area urbana recintata.
Durante i lavori di consolidamento anti sismico del Castello (settembre 2000), al piano nobile in corrispondenza di una nicchia, una finestra a volta con i sedili in pietra poi tamponata, è emerso un affresco raffigurante Madonna in trono con il Bambino con san Giacomo di Compostela e Sant'Antonio Abate, entrambi collegati al pellegrinaggio. Il pregevole dipinto tardogotico, indizio di un prestigioso uso abitativo del complesso, appare databile alla fine del XIV e, benché in attesa di attribuzione, mostra influssi di matrice giottesca.

Gli affreschi del Castello sono stati oggetto di intervento conservativo da parte dell'Istituto per i Beni Culturali secondo quanto stabilito dalla L.R. n. 18/2000.

Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa

Dati specifici Sottoclasse: Arte astratta

Dati specifici Sottoclasse: Arte concettuale

Dati specifici Sottoclasse: Arte oggettuale

Dove si trova

piazza della Rocca
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