tela/ pittura a olio
sec. XIX (1815 - 1815)
L'opera fu eseguita dal Palagi durante l'ultimo breve soggiorno a Bologna nella seconda metà del 1815; si tratta di un abbozzo che l'artista non portò mai a compimento, nonostante i reclami del committente, il banchiere Cristoforo Insom. Dopo un prestito di £. 2500 da quest'ultimo all'artista, il quadro venne puntualmente abbozzato nelle fisionomie, senza essere ultimato. La composizione fu svolta da Palagi tenendo conto delle precedenti soluzioni della ritrattistica europea, in quanto l'inizio della Restaurazione aveva indotto ad una rivalutazione dei modelli e delle teorie estetiche che avevano chiuso l'età moderna, senza per questo negare gli sperimentalismi neoclassici. Volendo cercare in territorio italiano prove contemporanee ed analoghe a questa di Palagi non si può non riferirsi all'aggiornatissima produzione lombarda, in cui il prototipo della "conversation piece" inglese viene riformulato ed aggiornato ad una dimensione meno narrativa, ma più "vera" nella resa fisionomica e psicologica dei ritratti. Zamboni (1974) e Winckelmann (1989) hanno collegato all'effige della signora Insom il "Ritratto di giovane donna" delle Collezioni della Cassa di Risparmio, quale studio preparatorio: tale proposta risulta difficilmente accettabile a causa della visibile differenza fisionomica tra le due; il dipinto delle Collezioni è, con ogni probabilità, una variante del "Ritratto femminile" della Galleria d'Arte Moderna. (cfr. C. Collina in Pelagio Palagi pittore, cat. mostra a cura di C. Poppi, 1996, pp.163-165, n.39)