
Modena
Il museo raccoglie una ricca documentazione relativa allo sviluppo storico e alle dinamiche di popolamento della città e del territorio modenese dalla preistoria al medioevo.
La nascita del museo, nel 1871, si ricollega in modo diretto all'intenso dibattito culturale e politico sul tema delle ricerche preistoriche e dell'istituzione dei musei civici come luoghi deputati alla conservazione dell'identità cittadina nello scenario di profondo cambiamento degli anni immediatamente post unitari.
Anche la sezione etnologica, con i suoi reperti di provenienza extraeuropea, si riallaccia strettamente alla genesi del museo e all'affermarsi delle teorie antropologiche comparative, che ampio contributo hanno dato alla nascente disciplina della paletnologia.
Strettamente collegato è il Lapidario Romano, ubicato nel cortile ovest del Palazzo dei Musei, che con i suoi monumenti, per lo più provenienti dalle grandi necropoli urbane estese lungo le principali direttrici stradali, consente di ampliare il patrimonio di conoscenze sul tessuto demografico e sociale della città romana.
Il primo nucleo delle raccolte museali si deve alle ricerche condotte nella seconda metà dell'Ottocento da Giovanni Canestrini, Carlo Boni, Francesco Coppi e Arsenio Crespellani sui resti delle terramare, abitati protetti da argine e fossato diffusi nella Pianura padana centrale durante l'età del Bronzo media e recente.
A queste si sono aggiunti successivamente i numerosi materiali recuperati dall'archeologo modenese Ferdinando Malavolti, specialmente sul pianoro del Pescale e alle Fornaci Carani, e le importanti testimonianze degli scavi recenti in città e nel territorio.
Il percorso espositivo, ripresentato nel 1990 nel rispetto dell'originale sistemazione ottocentesca, descrive un tracciato cronologico che permette di seguire il percorso storico della città e del territorio: dai manufatti in pietra del Paleolitico alle prime ceramiche del Neolitico rinvenute a Fiorano, dai raffinati reperti in bronzo delle terramare (Gorzano, Montale, Gaggio) ai corredi delle tombe villanoviane disseminate in varie parti del territorio (Savignano, Bazzano, Castelfranco, Nonantola), dalla necropoli etrusca della Galassina alle preziose suppellettili delle 'domus' di 'Mutina' romana e ai corredi delle tombe longobarde.
La sezione etnologica è costituita da materiali di diverse aree geografiche che in molti casi testimoniano culture ormai scomparse o in via di estinzione. La sistemazione attuale delle raccolte rispetta l'originaria suddivisione ottocentesca per aree geografiche: Nuova Guinea, America del Sud, Africa, Asia e Perù Precolombiano, rievocando la stagione delle grandi spedizioni esplorative e le figure di studiosi e ricercatori che hanno dato il loro contributo alla conoscenza di nuove terre e altre culture.
Il Lapidario Romano, allestito al piano terra del Palazzo dei Musei, espone materiali provenienti dalle aree esterne al perimetro della città romana occupate in età imperiale da necropoli monumentali. Particolarmente rilevanti sono i sepolcri rinvenuti lungo la via Emilia a est della città, come l'ara funeraria del centurione Clodio, l'ara di Vetilia Egloge e il monumento a forma di prua di nave appartenuto probabilmente ad un alto ufficiale della flotta augustea.
Pubblicazioni e cataloghi
Bernabò Brea M., Cardarelli A., Cremaschi M.(a cura di), Le terramare. La più antica civiltà padana, catalogo della mostra, Milano, Electa, 1997.
Pubblicazioni e cataloghi
Sogliani F. (a cura di), Utensili, armi e ornamenti di età medioevale da Montale e Gorzano, Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 1995.
Pubblicazioni e cataloghi
Desrosiers S., Pulini I. (a cura di), Musei Civici di Modena. Tessuti Precolombiani, Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 1992.
Pubblicazioni e cataloghi
Modena dalle origini all’anno Mille. Studi di archeologia e storia, catalogo di mostra, coordinamento scientifico di Cardarelli A., Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 1988.
Pubblicazioni e cataloghi
Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano. Il caso modenese, catalogo di mostra, coordinamento scientifico di Settis S. e Pasquinucci M., Modena, Franco Cosimo Panini editore, 1983.
Pubblicazioni e cataloghi Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico Archeologico Etnologico, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-2012, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 60.
Pubblicazioni e cataloghi Pulini I., Zanasi C. (a cura di), Guida al Museo Civico Archeologico Etnologico, Comune di Modena – Musei Civici, Carpi 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Palazzo dei Musei, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, pp. 11.
Pubblicazioni e cataloghi Sguardi da lontano: fotografie di viaggio ed esplorazioni del mondo nelle raccolte del Museo civico archeologico etnologico di Modena, Modena, Museo civico archeologico etnologico, Panini, 2005.
Pubblicazioni e cataloghi Pagliani M.L., Museo Civico Archeologico Etnologico, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 67, n. 19.
Pubblicazioni e cataloghi Quaderni del Museo archeologico etnologico di Modena: studi di preistoria e protostoria, Comune di Modena, Assessorato alla Cultura e beni culturali, Museo Archeologico Etnologico, Modena, Museo Archeologico Etnologico, 1994.
Pubblicazioni e cataloghi Guida al Museo Archeologico Etnologico di Modena, Carpi 1990.
Pubblicazioni e cataloghi Vitali D., Sul Museo civico archeologico di Modena, Modena, Comune di Modena, 1984.
Pubblicazioni e cataloghi Cardarelli A., La formazione del Museo Civico e gli studi paletnologici a Modena, in C. Morigi Govi, G. Sassatelli (a cura di), in "Dalla Stanza delle antichità al Museo Civico. Storia della formazione del Museo Civico Archeologico di Bologna", catalogo della mostra, Bologna 1984, pp. 499-509.
Pubblicazioni e cataloghi Cardarelli A., Il Museo Civico di Modena e la ricerca archeologica nel Modenese, in "Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano. Il caso modenese", catalogo della mostra, Modena 1983, pp. 11-17.
Pubblicazioni e cataloghi Cardarelli A., Pulini I., Il metodo comparativo e l'origine dei musei preistorico-etnografici in Europa, in Dialoghi di Archeologia, III, 4, pp. 71-89.
Storia dell’edificio L'edificio, sorto alla metà del XVIII secolo, ospitava inizialmente l'arsenale militare. Destinato da Francesco III d'Este ad accogliere il Grande Albergo Generale dei Poveri, fu ristrutturato su progetto di Pietro Termanini e nel 1769 era già fruibile. Nel 1788 l'Albergo dei Poveri fu tramutato in Albergo delle Arti e all'interno del palazzo furono allestiti opifici e manifatture. Dopo la restaurazione ospitò un ospedale militare, un carcere e alloggi di ufficiali; nel 1828 accolse il Museo Lapidario istituito da Francesco IV d'Austria- Este. L'unificazione italiana segnò una nuova tappa nella storia dell'edificio che nel 1881 fu parzialmente acquistato dall'amministrazione Comunale allo scopo di riunirvi le raccolte artistiche e bibliografiche estensi e gli Istituti culturali civici.