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Maschere

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via Manfredo Pio, 2 – Carpi (MO)
1866/ 1973
disegno
carta/ matita
cm. 41 (a) 30 (la)
sec. XX (1944 – 1944)

n. M.D. 374

Nel disegno sono rappresentate tre figure mascherate che parlano tra loro. La maschera in primo piano, seduta, riprende alcune caratteristiche di Pulcinella, mentre delle altre due si nota soltanto il mantello con cappuccio e la maschera che copre gli occhi. I chiaroscuri e i colori sono stati resi con tratti variamente marcati della matita.

Aldo Carpi eseguì questo disegno mentre si trovava a Mauthausen, il 28 aprile 1944. Durante la prigionia continuò a disegnare alcune immagini che ricordava a memoria o di fantasia per far sopravvivere la sua identità umana e culturale. Il suo talento di pittore fu scoperto da un aguzzino del campo che gli chiese un ritratto da mandare ai famigliari. Ne seguirono tantissimi altri ai figli degli ufficiali, alle mogli, alle fidanzate, prendendo per modello fotografie o paesaggi. Grazie a questa attività artistica, Carpi potè lavorare in un ambiente chiuso, relativamente caldo, guadagnandosi anche qualche zuppa supplementare e altro cibo, che provvedeva a distribuire anche ad altri prigionieri. Per quanto riguarda il disegno, il tema delle maschere ebbe un significato particolare per Carpi: rappresentano un rifiuto delle convenzioni, delle violenze, dei condizionamenti, delle tradizioni della società "borghese", e "fascista", e insieme la rivincita della poesia, della libertà dei valori umani, mai però in chiave allegorica, bensì a livello quasi di inconscio come nella produzione onirica. L'importanza di questo tema è riscontrabile in un vero e proprio "ciclo delle maschere" tra la sua produzione artistica. Scrive Carpi che le maschere "sono espressioni del mio spirito, del mio animo e nascono in me come avvertimenti, come spiegazioni di qualche fatto, certo, della vita che può essere anche futuro; più facilmente futuro. […] Per lo più la maschera, volere o non volere, era sempre l'autore, il pittore, il quale poteva essere molte volte un Pierrot, un Pulcinella, un Arlecchino, un Pantalone e così via. Però non è che io decidessi di dipingerli così, nascevano così."
La sigla a firma del disegno sta per Aldo Carpi de' Resmini, il cognome completo della famiglia, utilizzato quasi unicamente negli atti ufficiali, mentre Mth è l'abbreviazione di Mauthausen.

Bibliografia Museo monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti: Carpi-Modena, Palazzo dei Pio
Sesto San Giovanni
1971

Bibliografia Museo monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti: Carpi-Modena, Palazzo dei Pio
Sesto San Giovanni
1973

Bibliografia Carpi A.
Carpi P. (a cura di)
Diario di Gusen
Torino
Einaudi
2008

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: A. C. de R/ 28. 4. 1944/ Mth

Altri disegni in Musei Palazzo dei Pio: Museo Monumento al Deportato (214)
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