
San Lazzaro di Savena
A meridione della via Emilia, si rileva una concentrazione di punti abitati che punteggiano il pedecollina e le prime pendici a partire dai rilievi della Croara e dalla zona immediatamente antistante. Si tratta di complessi per lo più di medie dimensioni, che rispettano la consueta associazione di funzioni abitative e produttive in aree naturalmente vocate allo sfruttamento agricolo. Le principali evidenze del versante sanlazzarese si ubicano a Ca’ Rossa e presso Villa Acquabona, recentemente oggetto di indagini archeologiche preventive (inedite), che nel toponimo stesso iscrive la motivazione della scelta insediativa in presenza di risorse idriche di ottima qualità provenienti dalle alture del Bellaria.
Quanto al sito di Ca’ Rossa, noto da tempo , esso corrisponde a un complesso rustico di ampie dimensioni, a giudicare dalla dispersione di materiali su una superficie stimata in 3.000 mq e dalla individuazione di una pavimentazione in opus spicatum, ancora in situ, su un’area di poco meno di 20 mq. Raccolte di superficie e sondaggi circoscritti hanno restituito un insieme di reperti fittili con abbondante materiale anforico, presumibilmente in relazione con pratiche di viti-vinicole favorite dalla buona esposizione del pianoro e dalla ricchezza delle falde idriche, utilizzate anche per l’alimentazione di un pozzo di servizio e incanalate attraverso una serie di tubature in terracotta. Il complesso è attivo fra l’età augustea e il III-IV sec. d.C.
Pubblicazioni e cataloghi
Lenzi F.
Appunti preliminari sul popolamento romano dell’area sanlazzarese
Lenzi F./ Nenzioni G. (a cura di)
Savena – Idex. Due insediamenti rustici nell’ager bononiensis orientale
Bologna
2016
pp. 9-23
pp. 14-15
Pubblicazioni e cataloghi
Scagliarini D.
L’insediamento residenziale e produttivo nel suburbio di Bologna romana
Atti e memorie della deputazione di storia patria per le Province di Romagna
1969
pp. 137-192
p. 386, n. 4
loc. Croara
San Lazzaro di Savena (BO)