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Amorino in terracotta (inizi I sec. d.C. - Bologna, Museo Civico Archeologico)
Amorino in terracotta (inizi I sec. d.C. – Bologna, Museo Civico Archeologico)
Fr. di iscrizione onoraria in calcare con dedica a Marco Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.) (Bologna, Museo Civico Archeologico)
Fr. di iscrizione onoraria in calcare con dedica a Marco Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.) (Bologna, Museo Civico Archeologico)
Mosaico geometrico in bianco e nero (Bologna, SABAP BO)
Mosaico geometrico in bianco e nero (Bologna, SABAP BO)
Ubicazione della città romana di Claterna lungo la via Emilia
Ubicazione della città romana di Claterna lungo la via Emilia
Fr. di testa giovanile tardoantica in marmo
Fr. di testa giovanile tardoantica in marmo
Mosaico policromo  di età augustea con tralcio di acanto (particolare con piccolo volatile) (Bologna, Museo Civico Archeologico, foto SABAP BO)
Mosaico policromo di età augustea con tralcio di acanto (particolare con piccolo volatile) (Bologna, Museo Civico Archeologico, foto SABAP BO)
Mosaico policromo di età augustea con tralcio di acanto (particolare con voluta fiorita) (Bologna, Museo Civico Archeologico, Foto SABAP BO))
Mosaico policromo di età augustea con tralcio di acanto (particolare con voluta fiorita) (Bologna, Museo Civico Archeologico, Foto SABAP BO))
Veduta da drone della Domus "del fabbro" in corso di scavo (foto Paolo Nanni)
Veduta da drone della Domus "del fabbro" in corso di scavo (foto Paolo Nanni)
Boccaletto in ceramica comune (Fondi Foresti e Malaraggia, loc. Osteria Grande - Castel S. Pietro T.)
Boccaletto in ceramica comune (Fondi Foresti e Malaraggia, loc. Osteria Grande – Castel S. Pietro T.)

Ozzano dell'Emilia

Città romana di Claterna

Amorino in terracotta (inizi I sec. d.C. - Bologna, Museo Civico Archeologico)
Amorino in terracotta (inizi I sec. d.C. – Bologna, Museo Civico Archeologico)
Fr. di iscrizione onoraria in calcare con dedica a Marco Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.) (Bologna, Museo Civico Archeologico)
Fr. di iscrizione onoraria in calcare con dedica a Marco Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.) (Bologna, Museo Civico Archeologico)
Mosaico geometrico in bianco e nero (Bologna, SABAP BO)
Mosaico geometrico in bianco e nero (Bologna, SABAP BO)
Ubicazione della città romana di Claterna lungo la via Emilia
Ubicazione della città romana di Claterna lungo la via Emilia
Fr. di testa giovanile tardoantica in marmo
Fr. di testa giovanile tardoantica in marmo
Mosaico policromo  di età augustea con tralcio di acanto (particolare con piccolo volatile) (Bologna, Museo Civico Archeologico, foto SABAP BO)
Mosaico policromo di età augustea con tralcio di acanto (particolare con piccolo volatile) (Bologna, Museo Civico Archeologico, foto SABAP BO)
Mosaico policromo di età augustea con tralcio di acanto (particolare con voluta fiorita) (Bologna, Museo Civico Archeologico, Foto SABAP BO))
Mosaico policromo di età augustea con tralcio di acanto (particolare con voluta fiorita) (Bologna, Museo Civico Archeologico, Foto SABAP BO))
Veduta da drone della Domus "del fabbro" in corso di scavo (foto Paolo Nanni)
Veduta da drone della Domus "del fabbro" in corso di scavo (foto Paolo Nanni)
Boccaletto in ceramica comune (Fondi Foresti e Malaraggia, loc. Osteria Grande - Castel S. Pietro T.)
Boccaletto in ceramica comune (Fondi Foresti e Malaraggia, loc. Osteria Grande – Castel S. Pietro T.)
loc. Maggio
Ozzano dell’Emilia (BO)
insediamento
area urbana
ambito culturale romano
secc. II a.C./ IV d.C.

Scrivendo all'amico Faustino durante il viaggio alla volta di Milano, intorno al 387 d.C., il vescovo milanese Ambrogio tratteggia con straordinaria efficacia la desolazione del paesaggio emiliano, un tempo popoloso e curato dagli uomini, e al suo tempo semiabbandonato e contrappuntato da poveri resti di centri abitati ormai pressoché distrutti. Fra le città decadute e prive di ogni traccia dell'antico splendore figura anche Claterna, che in effetti è una delle poche fondazioni romane ad aver cessato ogni forma di vita, finendo per sempre sepolta non solo nel sottosuolo, ma anche nella memoria degli uomini.
Situata sulla via Emilia in posizione intermedia fra le colonie di Bologna (Bononia), ad ovest, e Imola (Forum Corneli), ad est, Claterna fu una città di medie dimensioni sviluppatasi fra la prima metà del II secolo a.C. ed il V secolo d.C.

Benché non sia possibile determinare con chiarezza l'origine dell’abitato, l'antichità del punto insediativo è assicurata dalla sovrapposizione del suo nome con quello del corso d'acqua – attuale Quaderna – che ne rappresentava il naturale confine con il contiguo territorio forocorneliense e il cui etimo è considerato di ascendenza etrusca.
In effetti non mancano indizi, anche consistenti, della frequentazione dell'area in epoca etrusca e celtica, sintomi questi di una gravitazione abbastanza stabile verso il punto di deflusso in pianura dell'asta fluviale e verso il relativo guado.

La rilevanza di questo snodo topografico fu ben percepita dai romani con l'inserimento di quello che all'inizio era solo forse un piccolo punto di incontro o un aggregato demico spontaneo nella grande direttrice itineraria della via Emilia e con la scelta di farvi convergere il capolinea di un’altra fondamentale via consolare coeva, la Flaminia "minore", in arrivo da Arezzo attraverso il crinale appenninico.
Secondo alcune ipotesi, il tronco terminale della Flaminia, almeno nelle sue fasi più antiche, avrebbe toccato Claterna, anche se poi con l'andar del tempo la funzione di nodo stradale assolta dalla cittadina sarebbe stata progressivamente assorbita da Bologna, provocando fin dalla tarda età imperiale un declassamento del centro.

In origine forse piccolo centro non organizzato urbanisticamente, già nel I sec. a.C. doveva avere acquisito l'aspetto di un'autentica città, anche perché proprio al termine della Guerra Sociale o poco dopo divenne a tutti gli effetti un municipio, con una propria autonomia amministrativa e venne iscritta nella tribù Pollia.
Il periodo fra la fine dell’età repubblicana e l'inizio dell’età imperiale coincide probabilmente con il momento di floruit della città, allorquando ne venne compiutamente definito l’assetto e vi si eresse la maggior parte degli edifici residenziali, di buona qualità edilizia, che poi sopravvissero con ammodernamenti e restauri anche nella piena ed avanzata età imperiale. Le indagini, tuttora in corso, in alcuni complessi residenziali e produttivi hanno portato alla musealizzazione in loco e parziale ricostruzione sperimentale di alcune importanti evidenze (Domus "del fabbro" e Domus "dei mosaici") facenti parte del tessuto urbano. L'area ‘pubblica’ della città si sviluppa nel comparto a nord della via Emilia, occupato da una serie di grandi edifici e da uno spazio forense aperto e forse dotato di portici sui lati lunghi. Fra le scoperte di maggiore rilievo effettuate negli ultimi anni in questo comparto urbano c'è il grande organismo architettonico del teatro, di cui sono stati messi in luce le fondamenta della cavea e si sono esplorate la zona dell'orchestra e degli ingressi laterali.

L'essere stata, anche solo occasionalmente, protagonista di alcuni episodi storici di rilievo, come la sua presa ad opera di truppe favorevoli ad Antonio per avversare Ottaviano che controllava Bologna (Guerra di Modena, 43 a.C.) indica che Claterna ebbe, in alcuni momenti della sua vicenda urbana, importanza non secondaria, anche perché essa doveva fungere da capoluogo e da riferimento amministrativo per una vasta circoscrizione collinare e di pianura fra Idice e Sillaro a forte vocazione agricolo- produttiva.

Iscrizioni dedicatorie a figure politiche di livello non locale come Marco Vipsanio Agrippa e l'imperatore Massimino il Trace e frammenti di statue e monumenti onorari non fanno che confermarne la pari dignità con gli altri centri della Cispadana.
Da segnalare anche un'iscrizione su un blocco di marmo murato nel pavimento della chiesa parrocchiale di Sassuno (comune di Monterenzio, nei pressi delle fonti del Quaderna) che reca le parole: "A p ] O L L I N I A[ugusto /dilap?]SVM A SOLO R[efecit", traduzione "Ad Augusto Apollineo (… l’edificio sacro) rovinato da terra r(ifece). L'epigrafe, databile fra il I e il II sec. d.C. indica il rifacimento di un edificio pubblico legato al culto di Apollo Augusto, forse ubicato nella città di Claterna, da cui probabilmente proviene il frammento iscritto.

Ancor oggi caratterizzata da poche emergenze visibili, oggetto di esplorazioni archeologiche che a varie riprese si sono succedute fra la fine del XIX sec. e il presente, da circa un trentennio viene indagata in modo sistematico attraverso ricerche di superficie e saggi di scavo che hanno definito l'ipotetico perimetro dell'abitato e delineato le principali tappe del suo sviluppo urbanistico, localizzandone gli assi stradali e identificando gli insediamenti rurali nel distretto posto sotto il controllo della città.

Delimitata fra il rio Gorgara e il torrente Quaderna, l'area insediativa si sviluppava a monte e a valle della via Emilia, che come in molte altre città romane ne rappresentava il decumano massimo e ne determinava l’andamento.

Ad ampliare le conoscenze sul quadro economico del territorio provvedono diverse testimonianze dell'insediamento rurale e degli impianti produttivi e artigianali identificate nel suburbio claternate.
Le ricerche si sono concentrate in particolar modo su un complesso molto articolato, sorto nel suburbio orientale (loc. Osteria Grande, fondi Foresti e Malaraggia) alla destra del Quaderna. In esso è stato visto un insieme di spazi manifatturieri e commerciali (taverne, locande, botteghe, stalle e officine di fabbro o altro artigianato) aggregatosi intorno ad una stazione di sosta lungo la via Emilia, tanto da divenire una sorta di sobborgo alle porte di Claterna rimasto in funzione dall'età augustea all’inoltrato IV sec. d.C.

Evento

Cambiamento di condizione giuridica: Claterna municipio

Guerra di Modena: base per la guerra

Personaggi

Marco Antonio

Aulo Irzio

Agrippa

Strade

Via Emilia

Via Flaminia minore

Pubblicazioni e cataloghi Claterna, vivere una città romana, guida al Museo della città di Claterna
Ozzano Emilia
Comune di Ozzano Emilia
2019

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F. (a cura di)
Regio VIII. Luoghi, uomini, percorsi dell’età romana in Emilia-Romagna
San Giovanni in Persiceto
Aspasia
2006
pp. 293-299

Pubblicazioni e cataloghi De Santis P./ Michelini R./ Negrelli C. (a cura di)
Scoprire Claterna. I primi scavi archeologici nella città romana
2006

Pubblicazioni e cataloghi Gelichi S./ Librenti M./ Negrelli C.
La transizione dall’Antichità al Medioevo nel territorio dell’antica Regio VIII
Dopo la fine delle ville: le campagne dal VI al IX secolo
Mantova
2005
pp. 53-80

Pubblicazioni e cataloghi Ortalli J. (a cura di)
San Pietro prima del castello
Firenze
All’insegna del Giglio
2003

Pubblicazioni e cataloghi Mazzini L./ Negrelli C.
Insediamenti in età romana
Gambi L./ Grossi L. (a cura di)
Castel Guelfo di Bologna: un caso di studio. Geologia, archeologia e storia tra Idice e Sillaro
Bologna
2003
pp. 57-79

Pubblicazioni e cataloghi Ortalli J.
Marini Calvani M. (a cura di)
Claterna
Aemilia. La cultura romana in Emilia Romagna dal III secolo a.C. all’età costantiniana
Venezia
Marsilio
2000
pp. 456-463

Pubblicazioni e cataloghi Ortalli J. (a cura di)
Castel San Pietro e il territorio claternate Archeologia e documenti
Castel S. Pietro Terme
Tipografia Flli Cava
1996

Pubblicazioni e cataloghi Negrelli C.
Sulla centuriazione claternate
Studi e Documenti di Archeologia
1993
pp. 189-198

Pubblicazioni e cataloghi Ist. per i Beni art., cult. e nat. della regione Emilia Romagna (a cura di)
Ozzano dell’Emilia. Territorio e beni culturali
Ozzano Emilia
Cassa Rurale Artigiana
1985
pp. 13-27

Pubblicazioni e cataloghi Susini G.
Claterna: nuovi dati per la storia antica
Il Carrobbio
1976
pp. 375-379

Pubblicazioni e cataloghi Alfieri N.
Alla ricerca della via Flaminia “Minore”
Rendiconti dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna
1975-76
pp. 51-67

Pubblicazioni e cataloghi Bollini M.
Semirutarum urbium cadavera (Ambros. Ep. XXXIX, 3)
Rivista Storica dell’Antichità
1971
pp. 163-176

Pubblicazioni e cataloghi Susini G.
Genesi storica di Claterna
Culta Bononia
1970
pp. 3-10

Pubblicazioni e cataloghi Bernagozzi G.
La centuriazione del territorio claternate
Atti e memorie della deputazione di storia patria per le Province di Romagna
1969
pp. 241-265

Pubblicazioni e cataloghi Donati A.
Aemilia Tributim Discripta. I documenti delle assegnazioni tribali romane nella regione Romagnola e Cispadana.
Faenza
Fratelli Lega Editori
1967

Pubblicazioni e cataloghi Bollini M.
Massimino il Trace e il figlio in una iscrizione di Claterna
Studi Romagnoli
1963
pp. 304-318

Pubblicazioni e cataloghi Mansuelli G.A.
Prospettive di Claterna
INARCOS
1962
pp. 192-199

Pubblicazioni e cataloghi Bollini M.
Un frammento di scultura tardoantica da Claterna e l’epoca della distruzione della città
Studi Romagnoli
1960
pp. 213-219

Pubblicazioni e cataloghi Aurigemma S.
Ozzano. Mosaici romani e piccole antichità varie scoperte nell’area della città di Claterna nel comune di Ozzano dell’Emilia
Notizie degli scavi di Antichità
Roma
Accademia Nazionale dei Lincei
1934
pp. 12-21

Pubblicazioni e cataloghi Aurigemma S.
Mosaici di Claterna
1934

Pubblicazioni e cataloghi Solari A.
Postilla topografica a Claterna
Rivista di Filologia e di Istruzione Classica
1930
pp. 349-350

Pubblicazioni e cataloghi Brizio E.
Antichità romane scoperte nell’area di Claterna nel Comune di Ozzano dell’Emilia
Notizie degli scavi di Antichità
Roma
Accademia Nazionale dei Lincei
1898
pp. 233-236

Pubblicazioni e cataloghi Brizio E.
Scavi nell’area antica Claterna, nel comune di Ozzano dell’Emilia
Notizie degli scavi di Antichità
Roma
Accademia Nazionale dei Lincei
1892
pp. 133-245

Dove si trova

loc. Maggio

Ozzano dell’Emilia (BO)

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