Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

MPPCG014
MPPCG014

scena allegorica

MPPCG014
MPPCG014
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
van Keulen Johannes (incisore)
1654/ 1715
stampa
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
tela/ colla
sec. XVIII
(1720)
(1726)
n. 309/14

La scena allegorica, compresa nella carta nautica del Mediterraneo orientale, è inquadrata in basso verso sinistra all’interno dell’area africana denominata Barbaria. Si svolge su tre piani. Nello sfondo è visibile una galera ormeggiata presso la quale alcuni uomini sorvegliano lo scarico di merci, mentre altri spostano dei barili. In secondo piano un mercante europeo ed uno orientale conversano e controllano due uomini intenti a trasportare delle balle. Il mercante europeo sulla sinistra indossa un giustacuore fermato da una cintura, una gonna che scende fino al ginocchio, ed un paio di pantaloni aderenti. Sopra porta un mantello senza maniche. Il personaggio arabo è posto di spalle e, con la mano destra, indica gli uomini che spostano le merci. Egli è vestito con un ampio mantello senza maniche, sotto il quale si intravede una lunga tunica. Ai piedi calza stivali. In testa porta un turbante costituito da una sciarpa avvolta in morbide pieghe, la cui estremità ricade sulle spalle. Procedendo verso sinistra, davanti al basamento, si individua un uomo di età avanzata dalla lunga barba bianca, con abiti in foggia orientale, di alto lignaggio, intento ad osservare la scena di mercato che si svolge alla sua destra, mentre si appoggia ad un bastone che tiene nella mano sinistra. Egli indossa un ampio vestito accollato che arriva sotto il ginocchio sopra il quale annoda al fianco sinistro un mantello che gli copre la spalla destra. All’altezza della cintura è visibile il laccio che sostiene una spada di cui si intravede l’elsa alla sua destra. Sotto all’abito porta pantaloni e ai piedi calza scarpe dalla punta leggermente ricurva. In testa un turbante composto da una sciarpa avvolta a rigonfio intorno ad un tarbusc’. Sul basamento rettangolare, decorato sul bordo superiore da una semplice cornice aggettante, che reca la legenda, si svolge la scena di mercato. A destra un servo a torso nudo si accinge a porgere una toppa di stoffa ad un mercante europeo che si trova alle sue spalle. A sinistra, due occidentali, sono intenti ad osservare dei tappeti offerti da un personaggio orientale, inginocchiato sul basamento stesso. Queste figure vestono alla maniera europea ed araba già descritta.
Alcune incoerenze stilistiche fra i diversi elementi che costituiscono l’allegoria conducono all’ipotesi che essa sia stata formata dall’assemblaggio di tre disegni in origine separati: la scena di mercato posta sul basamento, l’orientale stante, lo scarico delle merci dalla galera. L’accostamento di queste tre parti non rispetta le regole proporzionali, per cui le dimensioni del personaggio arabo in primo piano risultano troppo ridotte in relazione alla scena di mercato situata alle sue spalle, contemporaneamente si può notare un notevole scarto di piani fra la stessa figura orientale e la raffigurazione dello scarico di merci sullo sfondo. Inoltre, l’incongruenza dello svolgimento della rappresentazione, per cui i due momenti temporalmente separati e conseguenti dello scarico e della vendita della mercanzia si individuano procedendo da destra verso sinistra e non secondo il tradizionale andamento occidentale della lettura, che condiziona anche l’organizzazione dello spazio figurativo, rende possibile la supposizione che le singole componenti della scena allegorica siano state copiate da stampe originali. La visione inversa da sinistra verso destra presenta, sul piano estetico, maggiore coerenza ed equilibrio di ogni parte, nonché uno svolgimento generale più armonioso.

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la carta nautica dell'Mediterraneo orientale edita da Gerard van Keulen ad Amsterdam, tra il 1720 circa ed il 1726, anno della sua scomparsa.
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
La carta nautica pervenne all’Istituto delle Scienze nel 1724, in concomitanza con la fondazione della Camera di Geografia e Nautica, tra i donativi dello Sbaraglia. Presente negli inventari del 1744 e del 1776, è registrata, assieme ad altre otto carte, nell'inventario del 1843 relativo al Gabinetto Astronomico (è una delle “diverse carte marittime e delle navigazioni dei diversi mari, opera di Gerard Keulen”).
La carta fa parte della Nieuwe Groote Lightende Zee-Fakkel ("Grande nuovo Atlante del Mare"), un atlante nautico in cinque volumi pubblicato per la prima volta nel 1681 ad Amsterdam da Johannes van Keulen (1654/ 1715). Successivamente fu più volte revisionato e ripubblicato nei primi decenni del ‘700 dal figlio Gerard il quale, oltre che editore (subentrò al padre nel 1695), fu un valente matematico e cartografo della Compagnia delle Indie Orientali dal 1714. Per redigere i primi cinque volumi dello Zee-Fakkel, Johannes van Keulen si avvalse dell’aiuto di Claas Jansz Vooght, geometra, agrimensore, matematico, esperto di navigazione, oltre che coautore delle carte e del testo.
Il grande formato della carta (600×1000 mm), largamente eccedente rispetto alle misure di un normale atlante nautico (444×650), fa supporre che possa essere parte della produzione più tarda di Gerard van Keulen, comprendente circa 40 tavole di grandi dimensioni ricavate dallo Zee-Fakkel, ma pubblicate separatamente a partire dal 1720.
La creazione della carta nautica è collocabile tra l'inizio della produzione di tali ampi formati e la morte dello stampatore olandese, avvenuta nel 1726.
Nella zona inferiore centrale della carta sono riportate le diverse indicazioni di responsabilità: il nome di Johannes (padre) è preceduto dalla preposizione "da" (by), da interpretare come ripresa del modello di rappresentazione geografica impostata dal capostipite dell'impresa famigliare. A chiusura dell'iscrizione appare, invece, il nome del figlio: "preparato da" Gerard, evidentemente colui che stampò e pubblicò le edizioni cartografiche di grande formato, derivandole dagli esempi paterni.

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 106-108

Bibliografia Koeman C.
Atlantes Neerlandici
Amsterdam
1967-1971

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

PatER