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MPPCG012
MPPCG012

rappresentazione geografica dell'America

MPPCG012
MPPCG012
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
Blaeu Willelm Janszoon (disegnatore/ incisore)
1571/ 1638
stampa colorata a mano
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
carta/ pittura
tela/ colla
Misure: mm.
835(a) 1105(la)
sec. XVII
(1678)
(1685)
n. 303/8

Nella carta dell’America di Blaeu, la rappresentazione geografica (4 tavole incise) è delimitata dal margine graduato suddiviso in tratti del valore di un grado l’uno: di 10° in 10° sono riportate le cifre relative agli intervalli dei meridiani, di 5° in 5° quelle dei paralleli. L’immagine è ottenuta con un sistema di proiezione detto "Stereografico meridiano", in cui i paralleli sono archi di cerchio e i meridiani sono curvilinei ad eccezione del primo, quello centrale passante per 280°, che risulta rettilineo. Sulla mezzeria della carta è visibile una retta (Ligne Equinoziale) segmentata in tratti del valore di un grado l’uno: ogni 10° sono riportati i punti di passaggio dei meridiani. Una doppia linea curva e continua evidenzia graficamente il Tropico del Cancro e quello del Capricorno posti simmetricamente rispetto all’equatore. L’orientamento è fornito dalla carta dalle sole rose dei venti con giglio indicante il nord, da cui partono tante linee lossodromiche quanti sono i venti. E’ assente la segnalazione di qualsiasi tipo di scala. Il disegno del continente settentrionale si estende solo poco oltre il 60^ parallelo. Gli estremi limiti costieri sono: sul Pacifico, il Cape Mendocino nel nord California, sull’Atlantico i non identificati “Mont Ralegh“ e "Sanderson Tour“, a nord dell’attuale Labrador, poco oltre sono indicati lo stretto di Davis, il "Sir Martin Forbiscer Straits", posto nell’attuale isola di Baffin. Il continente meridionale termina a sud, oltre lo stretto di Magellano con la Terra del Fuoco e l’estremo Capo di Horn.
Più a ovest appare un tratto del continente indicato come “Terre Austrie Incognue“ il cui disegno completo a scala minore è contenuto nel rettangolo visibile nell’angolo in basso a sinistra. Allo stesso modo le regioni artiche sono descritte nel riquadro posto al centro dell’America settentrionale. Particolarmente accurato è il disegno della porzione meridionale il cui profilo costiero è correttamente delineato. La Terra del Fuoco è rappresentata come arcipelago mentre, a nord, la California è correttamente delineata come penisola. Più imprecisa appare invece la delineazione del continente settentrionale, dove il Blaeu registra alcuni errori di rappresentazione dovuti a scarse conoscenza: il Capo di Mendocino, estremo limite nord sulla costa del Pacifico, è posto all’estrema latitudine del Labrador, sull’Atlantico, con effetto di allungamento della costa occidentale e schiacciamento di quella orientale. Nei territori interni, gli spazi lasciati vuoti dalle scarse conoscenze geografiche, sono animati da alcune scenette illustranti particolarità etniche (giganti in Patagonia) e abitudini di vita degli indigeni (cannibalismo in Brasile). A ciò si affiancano i disegni di differenti animali considerati nativi delle regioni in cui sono posti e di cui sono simbolo: cavalli e bisonti a nord, scimmie, pappagalli, giaguari e opossum a sud.
Parte del valore storico della carta risiede nell’alta qualità del disegno geografico correttamente delineato rispetto alle precedenti produzioni cartografiche olandesi e spagnole di analogo soggetto e frutto di un evidente aggiornamento da parte del Blaeu in materia di conoscenza geografica. Nonostante ciò vengono riportati ancora alcuni errori comuni alle altre carte dell’epoca, ad esempio l’eccessivo ingrossamento della penisola dello Yucatan e l’ampiezza esagerata dei territori settentrionali. Ciò è dovuto in parte all’effetto della proiezione stereografica, causa dell’allargamento delle parti estreme della rappresentazione e dello schiacciamento in senso longitudinale di continenti. All’accuratezza del disegno geografico complessivo non fa riscontro un’analoga precisione per quanto riguarda la descrizione orografica, resa sommariamente con il consueto disegno di mucchi di talpa. Convenzionale è anche l’utilizzo del linguaggio grafico-simbolico per la segnalazione dei centri abitati (1 cerchio affiancato da 1 o più torri a seconda dell’importanza del centro).

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi
comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della
cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni
si conserva anche la Carta dell'America di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su
tela.
L’autore della carta, Willem Janszoon Blaeu, fu il capostipite di una delle più
popolari famiglie di cartografi e stampatori olandesi del XVII secolo.
Appassionato di studi matematici ed astronomici, soggiornò per circa due anni
presso il famoso astronomo danese Tycho Brahe, nel suo osservatorio di
Uranienburg. Tale esperienza segnò una tappa importante nella carriera del Blaeu che in seguito, tornato ad Amsterdam nel 1597, si segnalò dapprima come costruttore di globi, poi, come autore ed editore di carte geografiche e atlanti. L’azienda, nonostante il grande incendio che distrusse la fabbrica nel 1672, continuò la propria attività fino al 1692.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America, interamente conservate al Museo di Palazzo Poggi), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu (era consuetudine acquistare le matrici dei grandi incisori, per ristamparle aggiungendo eventuali varianti e relative indicazioni di responsabilità).
La data che compare sulla carta in due occasioni, il 1669, è riferibile alla prima edizione dell'opera (si trova nella fascia superiore del cartiglio posto in basso a destra, oltre che nella titolazione). Willem Blaeu era già morto dal 1638, ma il suo nome era rimasto legato alla produzione più tarda dell’azienda, naturalmente per motivi di prestigio.
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, dovrebbe essere opera
successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico
generalemente usato dai Blaeu per le carte murali o per le immagini degli atlanti.
Le abrasioni della carta, in fondo alla medesima didascalia (luogo in cui generalmente veniva indicato, oltre al nome dell'editore, l'anno di edizione) non permettono di determinare le indicazioni cronologiche della pubblicazione di Jaillot, probabilmente posteriore al 1669.
La datazione della carta è, infatti, ricavata dal confronto con le altre tre stampe edite dal francese: compresa fra il 1678, anno di edizione dell'Europa e dell'Africa, ed il 1685, quando Jaillot pubblicò l'incisione dell'Asia.

Verso la fine del '500 si registra un intenso incremento nell’attività di scoperta e conoscenza del continente americano a continuazione dell’opera di esplorazione e di espansione coloniale promosse da Spagna e Portogallo. Grazie all’attività di alcuni inglesi impegnati nella ricerca di una via d’accesso navigabile verso la Cina, si aggiornano molte delle concezioni geografiche dell’epoca: nel 1576 MARTIN FORBISCER si introduce nell’attuale stretto di Hudson; nel 1578 FRANCIS DRAKE compie la circumnavigazione totale del sud-america, contribuirono a definire il limite costiero del continente e migliorano in tale senso le concezioni cartotopografiche spagnole; nel 1585 JOHN DAVIS organizza la spedizione nello stretto e fa ancora parte il suo nome mentre nel 1584 WALTER RALEIGH inizia la sua attività di conquista ed esplorazione della parte orientale del nord-america. Nelle carte del Blaeu, Raleigh appare citato in un’iscrizione all’interno della Virginia; in area settentrionale, nell’Atlantico, è segnalato lo stretto di Davis, mentre la presenza del “Sir Martin Frobischen Strait“ ripropone errate concezioni geografiche non ancora approvate dalle scoperte in seguito ai viaggi di Henry Hudson (1610) e William Baffin (1615). Dall’insieme di questi dati si può affermare che il contenuto geografico delle carte, fu presumibilmente redatto fra la fine del XVI secolo e l’inizio di quello successivo ed in ogni caso si riferisce allo stato delle conoscenze geografiche precedente le scoperte di Hudson. Per quanto concerne le illustrazioni che compaiono nelle carte non si è potuto risalire ad una fonte diretta, ma per le tematiche trattate (cannibalismo, gigantinismo, etc.) esse si rifanno ad altri modelli iconografici presenti nella produzione cartografica cinquecentesca spagnola (Gutierrez) e olandese (Jodes, Hondius).

Bibliografia De Bry T.
Admiranda narratio fida tamen, de commodis et incolarum ritibus Virginiae, nuper admodum ab Anglis, qui à Dn. Richardo Grenuile … eò in coloniam anno 1585 deducti sunt inuentae
1590
pp. 193-194

Bibliografia Hakluyt R.
The principal navigations voyages traffiques & discoveries of the English nation, made by sea or over-land to the remote and farthest distant quarters of the earth at any time within the compasse of these 1600 yeeres
Glasgow
1600
pp. 49-55

Bibliografia Blaeu W. J.
Le theatre du monde ou nouvel atlas contenant les chartes et descriptions de tous le pais de la terre mis en lumiere par Guillaume et Iean Blaeu
Amsterdam
1640

Bibliografia Bagrow L.
Die Geschichte der Kartographie
Berlin
1951

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959

Bibliografia Skelton R.
Explorers’ maps : chapters in the cartographic record of geographical discovery
London
1970

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Tooley R.V.
Maps and map-makers
1982

Bibliografia Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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