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MPPCG007
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Carta dell'Asia di Willem Janszoon Blaeu

MPPCG007
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Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
Blaeu Willelm Janszoon (disegnatore/ incisore)
1571/ 1638
stampa colorata a mano
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
carta/ pittura
tela/ colla
Misure: mm.
1230(a) 1680(la)
sec. XVII
(1685)
(1685)
n. 299/4

Carta murale composta da venti fogli uniti e incollati su tela. La rappresentazione geografica (su 4 fogli) è circondata su tre lati da una fascia decorativa con vedute urbane e raffigurazioni di popolazioni indigene (su 6 fogli). Esternamente corre un‘ampia didascalia, aggiunta dallo stampatore francese Jaillot, in lingua francese e latina, che contiene una descrizione del continente asiatico (su 10 fogli). Sul bordo superiore è incollata una striscia che riporta il titolo della carta, il nome dell'autore e l’anno di edizione. La rappresentazione geografica comprende, oltre al continente asiatico una piccola porzione dell’Europa (Partie de l’Europe), tutta la parte nord-orientale dell’Africa (Partie d’Afrique) e, in alto a sinistra, un lembo del continente americano (Partie d’Amerique). La proiezione utilizzata è quella conica con i meridiani curvilinei convergenti verso il polo nord ed i paralleli formati da archi di cerchio in cui il meridiano centrale, passante per 110 di longitudine est rispetto al fondamentale, è rettilineo. Tutta la rappresentazione è circondata da un margine graduato suddiviso in tratti, ciascuno dei quali corrisponde ad un grado. Meridiani e paralleli sono tracciati di 10° in 10°. Sono presenti sei rose dei venti, tutte sormontate da un giglio indicante il nord particolarmente elaborate nella decorazione. Da ogni rosa partono 32 linee lossodromiche, alternativamente continue o tratteggiate, che vanno a sovrapporsi al reticolo di meridiani e paralleli. Nell’angolo superiore sinistro un cartiglio, riccamente decorato, riporta il nome del continente rappresentato. In alto a destra, invece, sempre contornato da una cornice decorativa e racchiuso entro un margine graduato, sta nel dettaglio geografico delle regioni artiche ad uso dello spettatore curioso, come è specificato nell’iscrizione interna. Nel cartiglio ovoidale posto in basso, a metà del margine graduato, vengono dati al lettore ragguagli sulla scelta del meridiano fondamentale, posto dall’autore della carta nelle isole Canarie. Strettamente tecnico il cartiglio che si trova sulla sinistra, sempre accostato al margine, che descrive il procedimento per trovare con il compasso la distanza tra due luoghi. Particolarmente ricco e suggestivo l’apparato decorativo disseminato in tutta la rappresentazione. Nei mari una fitta rete di vascelli, tartane e imbarcazioni tipiche asiatiche, si alternano a una ricca gamma di fauna marina, sia reale che di fantasia. Al centro dell’oceano della Cina (Ocean de Chine) campeggia una raffigurazione mitologica composta dalle figure intrecciate di Nettuno e di una sirena. L’ornamentazione non è limitata ai soli mari: anche all’interno della terra ferma proseguono le rappresentazioni zoomorfe, insieme a scene di vita delle popolazioni autoctone. In particolare nella zona contigua al circolo artico, sono raffigurate tribù nomadi (al centro del territorio cinese si trova una curiosa scenetta:quattro indigeni trasportati da carri a vela).

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la Carta dell'Asia di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi nel 1685 da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su tela (è presente una colorazione marrone, compiuta a mano, per la delimitazione dei confini).
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
Gli olandesi furono i primi, nel corso del XVII secolo, ad intraprendere la consuetudine di appendere carte di grandi dimensioni alle pareti, costume che in seguito trovò diffusione nell'intera Europa. Stampate in più fogli e colorate a mano, le carte venivano montate su tela, dotate dei supporti per il sostegno a muro ed esposte nelle case. Lo testimoniano le minute e i libri contabili dei maggiori atelier cartografici, oltre ai numerosi dipinti di scuola fiamminga.
L’autore della carta, Willem Janszoon Blaeu, fu il capostipite di una delle più popolari famiglie di cartografi e stampatori olandesi del XVII secolo. Fu appassionato di studi matematici ed astronomici e soggiornò per circa due anni presso il famoso astronomo danese Tycho Brahe, nel suo osservatorio di Uranienburg. Qui approfondì i fondamenti della cosmografia, della geografia, nonchè la costruzione di strumenti astronomici e matematici. Tale esperienza segnò una tappa importante nella carriera del Blaeu che in seguito, tornato ad Amsterdam nel 1597, si segnalò dapprima come costruttore di globi, poi, come autore ed editore di carte geografiche e atlanti. L’azienda fu tenuta in grande considerazione dai contemporanei, tanto che nel 1633, pochi anni prima della sua morte, Blaeu fu nominato cartografo della Repubblica, incarico successivamente passato a suo figlio e a suo nipote. Inoltre, nel 1666, gli Stati Generali olandesi deliberarono che le compagnie commerciali impegnate nei traffici con le Indie Orientali, potessero usare solo le carte nautiche redatte dai Blaeu, i quali, pochi anni dopo, ebbero l’incarico di supervisionare i giornali di bordo di tutte le navi. L’azienda, nonostante il grande incendio che distrusse la fabbrica nel 1672, continuò la propria attività fino al 1692. Bleau fu famoso non solo per l’attendibilità scientifica delle sue carte, ma anche per la raffinatezza delle decorazioni, servendosi degli incisori più abili del momento.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America, unitariamente conservate al Museo di Palazzo Poggi), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu; era consuetudine, infatti, acquistare le matrici dei grandi incisori, per ristamparle aggiungendo eventuali varianti e relative indicazioni di responsabilità: il rame da cui venne tratta l'incisione in esame fu certamente rimaneggiato rispetto all'edizione originaria.
L'indicazione autoriale di Willem Blaeu è accompagnata, sulla carta, dalla data 1679, riferibile alla prima pubblicazione dell'opera. Già morto dal 1638, il suo nome era rimasto legato alla produzione più tarda dell’azienda, naturalmente per motivi di prestigio.
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, redatta in latino e in francese, dovrebbe essere opera successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico generalemente usato dai Blaeu per le carte murali o per le immagini degli atlanti. La data 1685 posta in fondo alla didascalia permette la datazione precisa dell’edizione.

Bibliografia Blaeu W. J.
Le theatre du monde ou nouvel atlas contenant les chartes et descriptions de tous le pais de la terre mis en lumiere par Guillaume et Iean Blaeu
Amsterdam
1640

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 40-44

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984
pp. 206-207

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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