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MPPCG005
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scena di genere con titolo e cartiglio tecnico

MPPCG005
MPPCG005
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
de Wit Frederick (incisore)
1616/ 1698
stampa
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
tela/ colla
sec. XVIII
(1719)
(1726)
n. 304/9

Il cartiglio tecnico in esame occupa l’intera base della carta dell'America di Frederick de Wit, sviluppandosi in particolar modo ai due angoli. Partendo dall’angolo sinistro una struttura complessa si articola in un cartiglio tecnico e una base architettonica a forma di ara chiusa agli angoli da basse colonnine ioniche. Essa contiene la scritta “America” a grandi lettere capitali e in basso un’iscrizione con l’indirizzo dell’editore. Al di sopra due figure armate e vestite con abiti di pelliccia sorreggono il cartiglio tecnico inserito in una finta pelle di bisonte. Ai loro piedi sono gli animali caratteristici del Nord- America: un orso, una capra, due volpi forse specularmente, in primo piano, ai lati del cartiglio. Ai fianchi della base architettonica ci sono due personaggi vestiti come i precedenti: quello di sinistra, armato di lancia, sta tra una coppia di cervi, quello di destra reca in mano un bastone e si appoggia ad un bue. Ai piedi dell’area sono appoggiate faretre, archi e pelli di bisonte. La scena prosegue verso destra con un gruppo di quattro indigeni intenti a contrattare lo scambio di merci con un mercante europeo. In secondo piano si nota una battuta di caccia al bisonte, con arco e frecce. La raffigurazione prosegue e sfuma poco dopo il centro della carta, in un breve tratto di vegetazione appena accennata, quindi si sviluppa con andamento pressochè simmetrico alla scena precedente. Sullo sfondo alcuni indigeni stanno scaricando merci dalle canoe, mentre in primo piano un gruppo di loro compagni discutono e barattano prodotti locali con coloni europei. La scena si articola in due gruppi di personaggi il cui elemento di congiunzione è costituito dalle due figure sedute al centro della rappresentazione. Gli europei hanno l’abbigliamento caratteristico dell’epoca, gli indigeni vestono con perizoma e copricapo piumato. Una variante è costituita dalla figura di destra, posta accanto al bambino, la quale indossa abiti più elaborati ed è fasciata da un mantello.
La divisione in due parti nettamente separate della scena di genere rispecchia la corrispettiva separazione del continente americano in Nordamerica e Sudamerica identificati attraverso ben precisi e tradizionali elementi: animali caratteristici quali orso, volpe, cervo, bisonte per la zona settentrionale, e tipiche vesti indigene con perizoma e copricapo piumato per quella meridionale. La diversa sfera d’ influenza europea, spagnola e portoghese per l’America latina più genericamente nordeuropea per l’America settentrionale è palesemente evidenziata dalle caratteristiche somatiche dei coloni in cui si possono individuare tratti nordici e latini ben differenziati. Il cartiglio tecnico illustra il procedimento da utilizzare per calcolare la distanza tra due luoghi. L’autore si serve di un esempio concreto e riporta le coordinate di Coromedo e dell’Istituto Granada. Conoscendo di entrambi i luoghi l’angolo relativo alla latitudine e calcolando la differenza delle longitudini si può determinare la loro distanza applicando la Erigonometria. La spiegazione è resa più chiara dalla figura geometrica posta sopra la legenda da didascalia: si tratta di un cerchio al cui interno vengono tracciate le linee relative ai calcoli affettuati sulla didascalia.

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la Carta dell'America di Frederick de Wit, stampata ad Amsterdam dalla ditta Ottens, tra il 1719 ed il 1726.
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli
e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
Come si desume dagli inventari della donazione Collina Sbaraglia, il bene in esame pervenne all'Istituto delle Scienze nel 1726, assieme ad altre tre carte murali, che costituiscono una serie completa delle quattro rappresentazioni dei continenti, con caratteristiche iconografiche comuni.
Nel 1711, dopo essere stato impiegato come calcografo presso la ditta di Frederick de Wit (1616/ 1698), Joachim Ottens (1663/ 1719) aprì una propria casa editrice ad Amsterdam.
In seguito l'attività venne portata avanti da entrambi i figli di Ottens, Reiner (1698/ 1750) e Joshua (1704/ 1765), i quali furono inoltre editori di diverse carte murali dei de Wit (probabilmente possedevano alcune delle matrici di rame cedute dagli eredi).
La carta in esame, infatti, pur essendo stata incisa, rivenduta e corretta da Frederick de Wit, come riferisce un'iscrizione latina posta alla base della rappresentazione geografica, venne successivamente stampata dai fratelli Ottens (informazione ricavata ugualmente da un'iscrizione: "Gedruckt tot Amsterdam By R. & J. Ottens", ovvero "stampato ad Amsterdam da…").
La datazione della presente edizione si può circoscrivere tra il 1719, anno di scomparsa di Joachim Ottens, e il 1726, quando le quattro carte murali vennero spedite da Amsterdam a Bologna. Infatti le iniziali degli editori "R. & J. Ottens" sono indicate da Frabetti 1959 come quelle dei due figli del capostipite, Reiner e Joshua, rimasti soli alla guida dell'azienda famigliare dopo la morte del padre (il secondo genito aveva, però, all'epoca della successione soltanto 15 anni).
Resta da segnalare che i quattro fregi a stampa, rispettivamente di Domenico Bonaveri e di Odoardo Fialetti, che incorniciano la carta murale sono un'aggiunta successiva, non presente nell'edizione originaria degli Ottens: non si hanno notizie riguardo al momento in cui l'apparato decorativo venne assemblato alla carta; certamente avvenne dopo l'arrivo all'Istituto delle Scienze nel 1726, anche se la presenza sui trionfi d'arme di Fialetti del timbro di Benedetto XIV, suggerisce che l'accorpamento possa essere stato compiuto successivamente tra il 1740 ed il 1758, gli anni del suo pontificato.

La didascalia di questo cartiglio è il medesimo della carta dell'Asia di de Wit, naturalmente mutano soltanto i nomi dei luoghi utilizzati per esemplificare il procedimento. Cartigli simili, riguardanti il metodo di calcolo della distanza tra due punti della superfici terrestre, sono presenti anche nelle restanti due carte della serie, Africa ed Europa. Nel corso del XVII secolo, infatti, tali scritti entrano a far parte di un repertorio largamente utilizzato dai cartografi olandesi grazie allo sviluppo della Geodesia, tra XVI ed il XVII secolo. Questa nuova scienza studiava la forma, le dimensioni della terra ed il calcolo della distanza fra due punti su rigorose basi matematiche.

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 72-76

Bibliografia De Dainville F.
Le langage des geographes. Termes, signes, couleurs des cartes anciennes: 1500-1800
Paris
1964
pp. 91-263, tavv. XX-XXII

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979
pp. 195-275

Bibliografia Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984

Bibliografia Pelletier M.
Carte e potere
Segni e sogni della terra. Il disegno del mondo dal mito di Atlante alla geografia delle reti
2001

Bibliografia Quaini M.
Il mito di atlante. Storia della cartografia occidentale in età moderna
Genova
2006

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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