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MPPCG002
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Carta nautica dell'Europa settentrionale di Johannes e Gerard van Keulen

MPPCG002
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Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
van Keulen Johannes (inventore)
1654/ 1715
notizie secc. XVII/ XVIII
stampa
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
tela/ colla
Misure: mm.
600(a) 1015(la)
sec. XVIII
(1720)
(1726)
n. 312/17

Carta nautica della parte settentrionale dell’Europa (composta da due fogli), orientata con il nord in alto segnalato dall’indicatore principale delle due maggiori rose dei venti. La rappresentazione geografica è delimitata a sinistra e a destra da un margine graduato che si estende in latitudine da 60°10’ a 80°50’ di latitudine N. La distanza in linea retta dall’isola Jean Mayen all’isola del Ferro è di mm. 285. Nell’estremità in alto a sinistra è collocato un cartiglio circolare contenente il titolo, mentre sul lato opposto in basso, diviso in due parti, si affaccia un altro cartiglio di forma rettangolare che riporta la scala e i dati relativi all’edizione della carta. Compaiono inoltre sedici rose dei venti, di cui tredici complete di trentadue venti ciascuna e tre tracciate solo per metà. La rappresentazione geografica comprende le coste dell’Europa settentrionale antistante l’oceano Altlantico e il mare Glaciale Artico. La zona a nord-ovest è occupata da una parte di costa della Groenlandia (Nieu Groenland), che appare tracciata approssimativamente.
La carta è orientata con il Nord in alto. E’ strutturata su un reticolato costruito dall’incrocio di meridiani e paralleli perpendicolari tra loro, conformemente alla proiezione cilindrica mercatoriana, in cui i meridiani non convergono verso i poli ma si mantengono equidistanti. In tal modo vengono rappresentati correttamente gli angoli tra i paralleli e i meridiani e ciò rende questa proiezione particolarmente adatta alle carte nautiche, poiché permette al navigatore di tracciare la rotta con la bussola mediante una linea retta (linea lossodromica), che taglia tutti i meridiani sotto lo stesso angolo. L’esagerata ampiezza delle aree a latitudine elevata, distorsione mercatoriana, è praticamente assente nel presente caso: la superficie interessata, infatti, è piuttosto ristretta ed è rappresentata senza eccessive imprecisioni. Le rose dei venti, disposte nei punti quali si usava cambiar rotta, costituiscono una salda ossatura nella carta, formando una f.
Principali componenti: cartiglio con titolo, cartiglio diviso in due parti contenente la formula del Privilegio e le scale, rose dei venti.
La parte superiore a sinistra della carta è occupata da un cartiglio molto semplice di forma circolare, inserito nel territorio della Groenlandia: esso riporta il titolo, espresso in due lingue, olandese e francese. Un altro cartiglio, questa volta rettangolare è collocato in basso a destra ed è diviso in due parti: una riporta la formula del Privilegio; l’altra racchiude le scale, espresse in cinque lingue. La prima è l’olandese: Duytsche Mylen 15 in een Graad, dove un miglio equivale a mm. 1,9 e 165 miglia a mm. 320. Ad essa segue: Lieues de France de 20 au Degre’ – English Leagues 20 for Degree, dove lega corrisponde a mm.1,5 e 120 leghe a mm. 320.

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la carta nautica dell'Europa settentrionale edita da Gerard van Keulen ad Amsterdam, tra il 1720 circa ed il 1726, anno della sua scomparsa.
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
La carta nautica pervenne all’Istituto delle Scienze nel 1724, in concomitanza con la fondazione della Camera di Geografia e Nautica, tra i donativi dello Sbaraglia. Presente negli inventari del 1744 e del 1776, è registrata, assieme ad altre otto carte, nell'inventario del 1843 relativo al Gabinetto Astronomico (è una delle “diverse carte marittime e delle navigazioni dei diversi mari, opera di Gerard Keulen”).
La carta fa parte della NIEUWE GROOTE LIGTENDE ZEE-FAKKEL ("Grande nuovo Atlante del Mare"), un atlante nautico in cinque volumi pubblicato per la prima volta nel 1681 ad Amsterdam da Johannes van Keulen (1654/ 1715). Successivamente fu più volte revisionato e ripubblicato nei primi decenni del ‘700 dal figlio Gerard il quale, oltre che editore (subentrò al padre nel 1695), fu un valente matematico e cartografo della Compagnia delle Indie Orientali dal 1714. Per redigere i primi cinque volumi dello Zee-Fakkel, Johannes van Keulen si avvalse dell’aiuto di Claas Jansz Vooght, geometra, agrimensore, matematico, esperto di navigazione, oltre che coautore delle carte e del testo.
Il grande formato della carta (600×1000 mm), largamente eccedente rispetto alle misure di un normale atlante nautico (444×650), fa supporre che possa essere parte della produzione più tarda di Gerard van Keulen, comprendente circa 40 tavole di grandi dimensioni ricavate dallo Zee-Fakkel, ma pubblicate separatamente a partire dal 1720.
La creazione della carta nautica è collocabile tra l'inizio della produzione di tali ampi formati e la morte dello stampatore olandese, avvenuta nel 1726. Inoltre è necessario specificare, che sulla carta stessa, è ripotata un'iscrizione che contiene le diverse indicazioni autoriali, da quella di editore di Gerard van Keulen ("appena creato e pubblicato da"), a quella di aggiornamento e revisione di Jan Pieterse Stuurman ("regolato e corretto da").

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 93-96

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979
pp. 179-180, 199-200

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988
pp.73-77

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007
pp. 277-284

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