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vaso biconico

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Via Mentana, 32 Budrio (BO)
vaso biconico
impasto semidepurato
cultura villanoviana
sec. VIII a.C. (750 a.C. – 725 a.C.)
cm 26 (a) 27 (d)

n. 14453

Vaso biconico con collo troncoconico a profilo leggermente concavo, ventre basso appena convesso, fondo profilato piatto; ansa a maniglia a bastoncello impostata obliquamente sulla spalla. Decorazione a motivi a meandro continuo incisi con pettine a tre punte e cerchielli impressi campiti da motivi cruciformi, compresi tra due linee orizzontali a quattro solcature; la spalla è decorata da un'altra fascia a meandro continuo compreso tra linee orizzontali a quatto tratti.

Il biconico si presentava, al momento del rinvenimento, in associazione con la scodella con n° inv. 14454.
ll vaso biconico è forse l'oggetto più caratteristico della cultura villanoviana. In ambito funerario, dove il rito prevalente era costituito dall'incinerazione, esso era utilizzato come contenitore delle ceneri del defunto – accuratamente raccolte e deposte al suo interno – ed era poi coperto da una scodella rovesciata. All'interno del vaso potevano essere deposti oggetti personali del defunto, frequentemente in bronzo e spesso in grande quantità; talvolta il rinvenimento di fibule in aderenza alle pareti o alla spalla del biconico ha fatto ritenere che esso fosse avvolto da un panno o un drappo.
Tale cinerario era solitamente in terracotta ma in alcuni, eccezionali, casi poteva essere realizzato in bronzo o sostituito da un vaso di altra forma. Prima della sepoltura il vaso biconico veniva privato di una delle anse, per sottolinearne la fine nell'uso quotidiano (dove era utilizzato come contenitore per liquidi) e segnarne il definitivo passaggio nell'aldilà; ciò porterà progressivamente alla produzione di biconici con un'ansa sola, destinati fin dall'origine al mondo funerario.
A causa dell’estrema varietà delle forme, tipica di produzioni manuali poco standardizzate, risulta difficile la definizione di tipologie precise, almeno fino al VII secolo a.C., quando l’introduzione di nuove tecniche di fabbricazione permetterà di ottenere vasi di grandi dimensioni con forme omogenee, consentendo una maggiore precisione nella definizione dei tipi.

Bibliografia Forte M./ von Eles P. (a cura di)
La pianura bolognese nel villanoviano. Insediamenti della prima età del Ferro
Firenze
1994
p. 178, n. 1

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