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Vascello inglese

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Via Zamboni, 33 Bologna (BO)
modello navale
Tipo: vascello a due ponti
Categoria: nautica

legno/ intaglio/ pittura, tela, stoffa , metallo, corda

cm
189(a) 40(la) 249(lu)
altezza dello scafo 34/ lunghezza dello scafo 175
sec. XIX (1800 – 1843)

n. NANAVI 200

Il modello rappresenta un vascello del XIX secolo battente bandiera inglese, a due ponti, provvisto di un armamento di 74 cannoni. Lo scafo è nero con una fascia bianca longitudinale all’altezza del secondo ponte. La parte immersa della carena è di colore verde scuro sul lato sinistro; su quello destro presenta solo parzialmente il fasciame esterno, in modo da rendere visibile la struttura interna. Su ogni ponte è situata una batteria con cannoniere. La poppa è tonda con due bottiglie sostenute da mensole. La prua è costituita dallo sperone su cui si trova la polena a forma di leone rampante. L’alberatura è composta da bompresso, trinchetto, maestra e mezzana ed ha una velatura completa.
Il modello ha indubbiamente un uso didattico, messo in evidenza dal fatto che parte del fasciame manca in modo da lasciare scoperta la struttura interna del modello.
La poppa è decorata con bassorilievi: una testa di leone, alcune palmette, sei stelle, di cui due più grandi all’estremità del secondo ponte. A questa altezza si trovano due bottiglie, al di sotto di esse i portelli di ritirata e, nella zona inferiore, il timone e la chiglia. A coronamento si trova il cassero munito di due cannoni. Le vele sono prevalentemente quadre ad eccezione di quelle dell’albero di bompresso e di quelle di straglio. L’armamento del vascello è composto da 74 cannoni, distribuiti in batterie sui ponti e sul cassero. Tra questi si trovano le cartonate, che hanno la canna di minori dimensioni a parità di calibro e il sistema di puntamento a vite. Solo nella prima batteria sono presenti i portelli di murata. Il timone, di forma allungata, è congiunto al dritto di poppa, intorno a cui ruota a cerniera nel piano verticale.
Tra gli accessori presenti si notano: tre scialuppe di salvataggio, due issate su paranchi all’altezza dell’albero di mezzana e l’altra appoggiata sul ponte tra gli alberi di trinchetto e di maestra; due bandiere della Gran Bretagna, una issata sull’antenna dell’albero di mezzana, l’altra sul pennone dell’albero di maestra: tre ancore, due poste a prua ed una sul fianco sinistro, costituite dal fuso quadrangolare con marre ad unghia.
La prua è costituita da: il calcagnolo, che collocato all’estremità della chiglia sostiene la ruota; il tagliamare; l’atrepice; lo sperone. Quest’ultimo è legato alla ruota di prua mediante il cappuccino e le voltigliele fra loro collegate da montanti verticali, ed è collegato allo scafo per mezzo dei braccioli protetti in basso dal paramare. Sopra i braccioli si aprono le cubie rotonde per il passaggio delle gomene che sostengono le ancore. All’estremità dello sperone è situata la polena che ha forma di leone rampante. Si trovano l’albero di bompresso, fortemente inclinato, e quello di trinchetto. Il modello ha indubbiamente un uso didattico messo in evidenza dal fatto
che parte del fasciame manca in modo da lasciare scoperta la struttura interna del modello. L’albero di bompresso si presenta fortemente inclinato in avanti ed è composto da: tronco maggiore di bompresso, asta di fiocco e asta di controfiocco; in esso sono issati quattro fiocchi: trinchettino di fortuna,trinchettino, gran fiocco e controfiocco. L’albero di trinchetto è formato da: tronco maggiore di trinchetto, albero di parrocchetto e albero di velaccino, diviso in velaccino e controvelaccino; ad esso sono issate le seguenti vele quadre: trinchetto, parrocchetto, velaccino e controvelaccino. Lo sperone è composto dalla gorgiera, applicata alla parte anteriore della ruota, davanti alla quale è sistemato il tagliamare. Appoggiate alla gorgiera si elevano le frecce, quasi parallele che sostengono la polena. Il riempimento tre le due frecce e la gorgiera è ottenuto mediante le fregiate. Le ancore sono due, completamente in metallo. Il fuso è a sezione quadrangolare, come il ceppo e le marre che terminano ad unghia. All’estremità superiore del fuso si apre un foro in cui entra un robusto anello (cicala) a cui è fissato l’ormeggio.

La galleria delle navi del Museo di Palazzo Poggi comprende dieci modelli di navi costruiti tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XIX. Tra questi beni si conserva anche il vascello inglese.
La galleria odierna ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli.
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, i modelli sono ritornati alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
Per quanto riguarda la storia di questo modello, non sono state rintracciate sufficienti notizie per datare con certezza il suo arrivo a Bologna. E’ ipotizzabile che sia entrato nella collezione delle navi all’inizio del XIX secolo; in ogni caso è citato nell’inventario Ceschi del 1843.
Rizzi propone effettivamente di datare la costruzione del bene agli inizi del XIX secolo, data la vicinanza progettuale ad un "veliero da settanquattro cannoni dell'epoca di Nelson".
Le dimensioni dell’alberatura e la consistenza della velatura appaiono lievemente sproporzionate rispetto alle dimensioni dello scafo e ne fanno supporre una costruzione posteriore. Sul vascello è presente un’artiglieria, la cartonata, prodotta dalla fonderia Carron (situata nello Stirlingshire, Scozia), che iniziò ad essere usata a partire dalla fine del XVIII secolo.

Bibliografia Speziale G.C.
Taranto sul mare
Taranto
1926
pp. 241-253

Bibliografia Rizzi A.
Il museo delle navi
Bologna
Compositori
1959
pp. 172-175

Bibliografia Santoro L.
Il modellista navale
Milano
Hoepli Editore
1973

Bibliografia Menconi Orsini A.
Le navi dell’Università
Il Carrobbio: rivista di studi bolognesi
1975
pp. 261-285
pp. 261-285

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979
pp. 179-200

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988
pp. 73-77

Bibliografia Residori G.
I modelli di navi del Museo di Palazzo Poggi
Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
2007
pp. 59-78
p. 378

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