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MPPOS081
MPPOS081

preparato ostetrico

MPPOS081
MPPOS081
Via Zamboni, 33 Bologna (BO)
preparato ostetrico
Tipo: modello di utero
Categoria: ostetricia

Giovan Battista Sandi (plasticatore)

notizie metà sec. XVIII

terracotta/ pittura

cm
36(a) 20
(la) 15(p)
sec. XVIII (1746 – 1750)

n. 81

Presentazione di faccia, il dorso del feto è rivolto verso la parete uterina anteriore.

Nel 1757 papa Benedetto XIV decise di acquisire i materiali ostetrici di Giovanni Antonio Galli (1708-1782), per implementare le collezioni didattiche dell'Istituto delle Scienze di Bologna. Professore di Chirurgia presso l'Università, Galli aveva tenuto, per otto anni presso la propria abitazione, una scuola di ostetricia, nella quale la "scienza de' parti" veniva insegnata sia a medici, sia a levatrici. Il metodo didattico da lui ideato si avvaleva dell'ausilio di tavole in cera tridimensionali – commissionate, tra gli altri, a Giovanni Manzolini (1700-1755) – e di modelli d'utero in argilla, realizzati da Giovan Battista Sandi. Oltre al costo meno gravoso, la suppellettile in argilla risultava, rispetto a quella in cera, più manipolabile e quindi didatticamente più efficace; i modelli, infatti, erano realizzati in modo tale da consentire non solo la visualizzazione dei fenomeni in oggetto, ma anche la loro esplorazione tattile. Fu un approccio particolarmente importante in campo ostetrico: la conoscenza della disposizione del feto nell'utero è cruciale nell'assicurare un parto di successo. Insieme all'acquisto dei preparati, il pontefice Benedetto XIV provvide, inoltre, a mettere in attività un corso di Ostetricia presso lo stesso Istituto delle Scienze, affidandolo a Galli. L'Istituto si apriva così ad un pubblico nuovo, quello delle levatrici; il loro accesso alla Camera dell'Ostetricia – situata al pianterreno di Palazzo Poggi – avveniva attraverso una piccola porticella in corrispondenza del lato posteriore del palazzo; l'entrata era, in tal modo, mantenuta separata da quella degli studenti universitari, dei professori e dei nobili, ovvero gli abituali frequentatori dell'Istituto.
Quasi un secolo più tardi nel 1872 venne completato il lavoro di cottura dei modelli d'argilla, prima solo induriti per disseccamento. La suppellettile inoltre venne riparata e ridipinta a colori naturali dal modellatore Cesare Bettini.
L'inventario degli oggetti, compilato dallo stesso Galli nel 1776, permette di individuare, attraverso il proprio ordinamento, la progressione didattica dei principali nuclei della collezione.
La creazione della collezione ostetrica, secondo la ricostruzione delle fonti dirette, dovette avvenire tra il 1746 circa, anno in cui Galli commissionò le prime cere a Giovanni Manzolini, e il 1750, quando venne aperta nella dimora del chirurgo la scuola di ostetricia.

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Ars obstetricia bononiensis. Catalogo ed inventario del museo ostetrico Giovan Antonio Galli
Bologna
CLUEB
1988

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988
pp. 106-113

Bibliografia Sanlorenzo O.
L’insegnamento di ostetricia nell’Università di Bologna
Bologna
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Guida al Museo di Palazzo Poggi. Scienza e arte
Bologna
Editrice Compositori
2007
pp. 62-69

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