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ER Villa Beatrice 1 - Argelato BO
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ER Villa Beatrice 4 - Argelato BO
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BPARGELATO Villa Beatrice IMG_1273
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Argelato

Parco di Villa Beatrice (già Angelelli-Zambeccari)

ER Villa Beatrice 1 - Argelato BO
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ER Villa Beatrice 4 - Argelato BO
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BPARGELATO Villa Beatrice IMG_1273
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Via Fratelli Cervi – Argelato (BO)

Tel: Tel. 051 892796

Giardino storico

La villa prende il nome dalla contessa Beatrice Lanzi, morta nel 1884, che era moglie dell’avvocato Enea Facchini (appartenente alla famiglia degli ultimi proprietari privati). Furono tuttavia, a partire dal ’500, le nobili famiglie Angelelli prima e Zambeccari poi a dare l’impronta alla tenuta, disegnata secondo i canoni rinascimentali. Gli elementi salienti sono il lunghissimo viale di accesso ombreggiato da un doppio filare di pioppi cipressini a nord e il grande “prato serraglio” a sud della residenza nobiliare, racchiuso su tre alti da un monumentale filare di querce e un tempo destinato a feste e ricevimenti. La villa, oggi di proprietà del Comune di Argelato, è stata restaurata negli ultimi anni.

Il parco, come del resto la campagna circostante, ruota tuttora intorno all’asse della loggia passante interna alla residenza, che si prolunga verso l’esterno, in direzione sia nord che sud, per quello che un tempo era chiamato “cavedagnone”. A nord della villa, secondo i documenti e le mappe dei primi decenni del ’600, il giardino era originariamente organizzato in grandi parcelle rettangolari simmetriche all’ampio viale centrale, che comprendevano anche la collinetta della conserva, tuttora esistente, e una peschiera; oggi questa porzione di giardino è, invece, sistemata in maniera informale, con zone densamente alberate intorno a un’area prativa in posizione centrale. A sud della villa si estende un grande prato, nel quale crescono solo pochi alberi da frutto, che è delimitato da un’alta siepe perimetrale (con olmi, aceri e biancospini), dalla quale emergono molti alberi di notevoli dimensioni: verso est spiccano un grande platano dal portamento inclinato, un ippocastano, un tiglio, mentre un bellissimo filare di enormi farnie chiude il lato meridionale del parco. Il filare di farnie prosegue in parte sul lato occidentale, con altri due esemplari di medie dimensioni, ai quali fanno seguito quattro grandi platani.

L’edificio, tra gli esempi più interessanti del Bolognese di villa rinascimentale con “giardino campagna”, venne fatto costruire nella seconda metà del ’500 dalla famiglia senatoria bolognese degli Angelelli e nel 1669 passò ai marchesi Zambeccari in seguito al matrimonio tra Isabella Angelelli e Costanzo Zambeccari (motivi araldici della famiglia compaiono negli affreschi delle sale). Nella seconda metà dell’Ottocento la tenuta, che comprendeva 12 poderi a mezzadria, cambiò tre volte proprietà in pochi anni e venne infine venduta nel 1881 alla famiglia Facchini, che con alcune acquisizioni la portò agli attuali 307 ettari di estensione. L’ultimo proprietario, Alessandro Facchini, la donò al Ricovero di Mendicità di Bologna (oggi Istituto di Cura e Riposo Giovanni XXIII) e dal 1996 di proprietà del Comune di Argelato. Il nucleo centrale dell’edificio, costituito da due piani rialzati raggiunti su entrambe le facciate da una doppia scalinata, risale alla seconda metà del ’500 e presenta una cuspide centrale nel prospetto a sud e una loggia a tre archi in quello a nord. La villa vera e propria è affiancata da due ali laterali, destinate agli alloggi per la servitù e ai molti servizi legati al funzionamento quotidiano della tenuta; ambedue i corpi laterali, più bassi della villa, delimitano internamente degli spazi a corte, abbastanza rari nel panorama delle ville bolognesi ma funzionali al suo ruolo di sede aziendale, oltre che di luogo di rappresentanza e piacevole soggiorno. Gli ambienti del piano nobile conservano importanti decorazioni attribuite in parte al pittore cinquecentesco Cesare Baglioni e in parte a un suo probabile collaboratore che fu attivo anche nella Villa Sampieri Talon a Volta Reno; i soggetti dipinti, a carattere moralistico, furono probabilmente commissionati da un erudito della famiglia Angelelli. La disposizione degli alberi e della vegetazione nel parco fu appositamente studiata, con un accorgimento tipico del ’500, per accentuare lo sbalzo termico tra le due zone del giardino e creare così correnti d’aria nelle stanze della villa. A est della villa sorge un edificio allungato, con un portico chiuso da vetrate e una torre decentrata che si alza dal tetto, che era un tempo adibito a stalla; da poco restaurato, è sede di un vivace centro sociale.

Esemplari di rilievo L’elemento di maggior valore del parco è rappresentato sicuramente dal gran numero di querce di ragguardevoli dimensioni, organizzate su tre lati in un’altissima quinta verde, frammiste ad altre essenze, che racchiude l’ampio spazio prativo a sud della villa, creando un motivo scenografico di particolare suggestione. Sul lato meridionale del grande prato si contano ben 14 farnie (sei delle quali con un diametro tra i 100 e i 130 cm);

Esemplari di rilievo in corrispondenza dell’asse centrale della villa si apre un piccolo cancello sovrastato da una delle farnie più grandi, che raggiunge i 25 m di altezza.

Esemplari di rilievo Nell’angolo nord-occidentale del parco, oltre un piccolo fosso, si incontra un’altra grande farnia (diametro 140 cm), l’albero di maggiori dimensioni del parco, che estende la propria chioma verso il vicino nucleo colonico.

Esemplari di rilievo Non mancano, tuttavia, altri esemplari arborei interessanti. Sul fianco occidentale della villa, nei pressi di uno spazio pavimentato per gli intrattenimenti all’aperto, si nota una bella magnolia.

Esemplari di rilievo Nel boschetto che fronteggia l’ala occidentale della villa, delimitato da vecchie siepi di bosso non più potate, emergono due platani (diametri 76 e 97 cm), un tasso, un pioppo bianco di discrete dimensioni, due notevoli noci neri (diametri 52 e 80 cm) e, più vicino al prato, un pioppo nero (diametro 100 cm) e un ippocastano (diametro 90 cm).

Esemplari di rilievo Lungo il limite orientale del prato, al margine del boschetto che fronteggia l’ala orientale della villa, spiccano un grande platano e un cedro dell’Atlante (diametro 100 cm) che supera i 20 metri d’altezza.

Edifici e manufatti
Tipo: podere
Particolarità: Dall’angolo nord-occidentale del parco si può osservare, ormai fuori dell’area pubblica, il podere Palazzo, un bell’esempio di nucleo colonico tipico della pianura bolognese. Molto interessante è, in particolare, la grande stalla-fienile quadrangolare, con l’ampio portico lungo tre lati, che segue in modo esemplare i canoni dettati dall’architetto Carlo Francesco Dotti, incaricato nel 1734 dal senato bolognese di disegnare un edificio modello per l’appoderamento della pianura bolognese (poi adottato anche per tutto l’Ottocento).

Provvedimenti di tutela DLgs n. 42/2004, art.10

Provvedimenti di tutela L.n. 364/1909

Altri parchi e giardine nello stesso comune (2)

Dove si trova

Via Fratelli Cervi

Argelato (BO)

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