
n. 9328/d
Nasce a Genova nel 1940. Dall'inizio degli anni sessanta indaga il fare artistico nei suoi metodi e strumenti. Nella sua prima personale alla Galleria La Salita di Roma, nel 1964, esplora il rapporto tra le opere e lo spazio espositivo e tra queste e il comportamento dello spettatore, per poi riflettere sul rapporto dell'opera con il tempo, attraverso una serie di fotografie giocate sull'espediente della mise en abîme, in cui l'immagine contiene una piccola copia di sé stessa, ripetendo una sequenza apparentemente infinita (1965-67). Dopo un breve militanza nell'arte, la sua ricerca di matrice propriamente concettuale s'incentra sul problema dell’arte come rispecchiamento, ribaltamento e autorappresentazione, privilegiando il ricorso alla citazione, intesa sia come riproduzione fotografica di opere del passato (Giovane che guarda Lorenzo Lotto, 1967), sia come calco in gesso, sviluppando il tema del doppio e della copia in lavori come Mimesi (1975-76), composto da due calchi di una copia romana della Venere che si guardano frontalmente all'interno di una dinamica autoriflessiva e introversa. Altre volte la citazione è costituita da antiche stampe o brani letterari e diviene lo spunto per una riflessione colta sui codici e le convenzioni del vedere, sullo statuto dell'opera e sull’arte come struttura linguistica che parla di se stessa (tautoligica). Riflessione, puntualizzata dall'artista in scritti, libri d'artista e altre pubblicazioni che accompagnano costantemente la sua produzione: da Idem (Einaudi, Torino 1975) a La verità in quattro righe e novantacinque voci (Einaudi, Torino 1996), alla trilogia Lezione di pittura, Black out e Giro di boa (Exit Edizioni, Bologna 1994-98), poi raccolti nel volume Giulio Paolini: la voce del pittore. Scritti e interviste 1965-1995 (Edizioni ADV Publishing House, Lugano 1995). Dagli anni Settanta i lavori di Paolini acquistano carattere scenografico, in sintonia con l'interesse dell'artista per l'opera e il teatro. Nel 1981 vince una borsa di studio del Deutscher Akademischer Austausch Dienst (DAAD) e si trasferisce a Berlino. Dall'inizio degli anni Ottanta compaiono nei suoi lavori anche elementi architettonici (Cariatidi, 1980, Centre Pompidou, Parigi) e video. Esplora ancora le potenzialità comunicative della copia l'opera Vis à Vis del 1992, che apre il discorso a una riflessione sul rapporto tra la metà e il doppio. Datano infine al 2005 e 2007 gli allestimenti scenografici per le opere wagneriane Valchiria e Parsifal, rappresentati al Teatro San Carlo di Napoli con la regia di Federico Tiezzi. Vive e lavora a Torino.
(Cfr: http://www.museomadre.it/bio_show.cfm?id=44)