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Griffa
Griffa

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Griffa
Griffa
Via Don Giovanni Minzoni, 14 – Bologna (BO)
dipinto
tela/ pittura a olio
cm
173(a) 117(la)
sec. XX (1984 – 1984)

n. 7904/d

Giorgio Griffa nasce a Torino nel 1936, dove vive e lavora.
È uno dei principali esponenti di quella tendenza, nata sul finire degli anni Sessanta, chiamata Pittura Analitica o Pittura Pittura. La sua è una pittura fatta di segni e di colore, è pensata e meditata, è disposta con gesti raffinati, che lasciano essenziali tracce sulla tela. Le opere di Giorgio Griffa sono tele senza telaio, sulle quali il colore diventa il tramite di un’azione, e la traccia l’effetto di un pensiero. Le opere vengono appese direttamente alle parti, questo allontanamento dagli elementi classici della pittura suggerisce un’idea di transito, di scorrimento, di movimento, che attraversando la pittura e proseguendo nello spazio che la circonda da ad essa la qualità del finito, del non finito e dell’infinito,
Oltre la partecipazione a numerose rassegne nazionali e internazionali dedicate alla pittura aniconica, tra le sue più importanti esposizioni ricordiamo la sala personale alla Biennale di Venezia nel 1980 e la partecipazione alla mostra Astratta, nel 1988, allestita a Palazzo Forti, a Verona. Nel 1991 nella Pinacoteca Comunale di Ravenna è allestita una sua ampia retrospettiva. Nel novembre 2001 e nel gennaio 2002 la GAM di Torino gli dedica due importanti mostre presentando nella prima opere dal 1968 al 1973 e nella seconda una serie di opere appartenenti al ciclo rosa e violetto.Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli inizia nel 1995 quando gli viene dedicata una esposizione personale e viene pubblicato un catalogo con testo di Giovanni Maria Accame. Sempre nel 1995 la Galleria Fumagalli cura l’edizione Di segno in segno, con testi dello stesso Griffa e di Martina Corgnati, in occasione della mostra al Palazzo Recanati-Arroni a Spoleto. La collaborazione con l’artista prosegue tutt’ora e ne è prova il volume di prossima uscita dedicato al lavoro di Giorgio Griffa dal 1968 al 1980. Il libro, con testi di Marco Meneguzzo e Luca Massimo Barbero, accompagnerà le esposizioni previste per il 2005: all’Institute Mathildenhöe a Darmstadt, alla Kunsthalle di Aschaffengurg e al Museo della Permanente a Milano.

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