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sfondato prospettico-architettonico con figure femminili allegoriche

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via Zamboni, 13 – Bologna (BO)

Cocchi Francesco

1788/ 1865

Zanotti Onofrio

notizie prima metà sec. XIX

Pesci Andrea

1816/ 1868

soffitto dipinto

intonaco/ pittura a tempera,
stucco/ modellatura
sec. XIX (1850 – 1854)

Soffitto a botte affrescato con prospettiva architettonica illusionistica formata da un colonnato perimetrale sormontato da volte a tutto sesto e centrato da un dipinto rettangolare rappresentante due figure femminili con ampi panneggi che si stagliano sulla volta del cielo. Le rimanenti porzioni del soffitto sono decorate a finti lacunari. Alla visione del soffitto, collocato al terzo piano del Palazzo, si accede grazie all'ampio sfondamento ovale della copertura della sottostante Sala Consigliare. La visione dello sfondato prospettico è resa possibile attraverso una imponente cornice ovale modanata nella cui fascia principale si alternano specchiature mistilinee e dischi decorati dalla testa anguicrinita di Medusa.

L'allestimento decorativo del piano nobile di Palazzo Malvezzi si deve a Francesco Cocchi, apprezzato artista e scenografo bolognese attivo nel secolo XIX (Budrio 1788-Bologna 1865). Chiamato dal conte Giovanni Malvezzi anche per l'amicizia con il cognato di questi, Luigi Tanari, Cocchi sovrintese ai lavori di ammodernamento degli appartamenti del primo piano della residenza familiare dirigendo un'ampia schiera di allievi. L'originalità degli interventi di Cocchi discende dal fatto di avere introdotto nuove tecniche pittoriche di derivazione germanica, semplificando notevolmente le regole auree del disegno prospettico, di avere dato impulso ad una svolta delle tecniche del disegno acquerellato e dall'avere avviato una scuola che si distinse per freschezza cromatica e per estrema accuratezza esecutiva.
Grazie alla preparazione e alla lunga esperienza maturata all'estero (per esempio in Portogallo, Danimarca, Germania e Russia), Cocchi si distinse tra i contemporanei meritandosi grande ammirazione e rispetto per la sua professionalità e venendo anche elevato a cariche pubbliche (come la nomina a Presidente della Società Protettrice delle Belle Arti). Sfruttando, in particolare, la sua abilità di scenografo-pittore, Cocchi curò soprattutto l'abbigliamento decorativo delle sale adoperandosi per cesellarne i dettagli, dando tuttavia prove non convincenti – secondo alcuni studiosi – nella soluzione architettonica della odierna Sala del Consiglio (le cui pitture si devono a Onofrio Zanotti) e negli interventi nello spazio dello scalone d'ingresso. Secondo soluzioni applicate anche in altri palazzi dell'aristocrazia bolognese, anche nelle residenza dei Malvezzi Francesco Cocchi valorizza notevolmente l'intervento di maestranze specializzate in diversi settori artigianali (pittori, ornatisti, figuristi, scultori, artefici di mobili, bronzi, dorature e tappezzerie) per confezionare tutti i dettagli decorativi progettati per le sale nobili. Da questo punto di vista Cocchi appare come autorevole precursore del "revival" dell'artigianato artistico cittadino che conobbe particolare impulso verso la fine del secolo XIX, anche per il suo impegno a fornire agli artigiani i disegni, da lui preparati, dei molti elementi decorativi. A suo merito va il fatto di non avere richiamato specialisti da altre città, ma di avere pazientemente istruito gli artigiani locali fornendo loro disegni minuziosi e seguendone personalmente ogni fase esecutiva al fine di raggiungere l'effetto creativo di uno stile definibile come "neorococò", peraltro non privo di cedimenti verso la rielaborazione di elementi neoclassici. Al termine dei restauri guidati da Cocchi l'appartamento nobile di Palazzo Malvezzi venne inaugurato nel febbraio 1854 con un grande ballo voluto dal conte Giovanni. Per ulteriori analisi relative all'opera di Cocchi e all'intervento in Palazzo Malvezzi si rinvia a E. Tamburini Santucci, F. Cocchi protagonista della scenografia bolognese, in "Il Carrobbio", II (1976), pp. 403-425; E. Gottarelli, La storia e l'arredo dell'appartamento nobile di Palazzo Malvezzi de' Medici,in Palazzo Malvezzi tra storia, arte e politica, Bologna 1981, pp. 157-201; voce "Cocchi Francesco", in Dizionario enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX secolo, III, pp. 378 s.; voce "Cocchi Francesco", in Comanducci (a cura di), Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, IV ed., 1971. Onofrio Zanotti, autore dello sfondato architettonico fu pittore e decoratore in Bologna nella prima metà dell'Ottocento. Allievo di Fancelli e Caponeri; sue opere sono nel Palazzo Arcivescovile, nel Collegio Venturoli,in Palazzo Spada in via Castiglione e nelle chiese bolognesi di S. Giacomo, S. Procolo, S. Giuseppe e nell'Annunziata.

Bibliografia Palazzo Malvezzi tra storia arte e politica
Bologna
Grafis Edizioni
1981

Altre opere in Città Metropolitana di Bologna (787)
Altre opere di Cocchi Francesco, Zanotti Onofrio, Pesci Andrea (17)
Altre opere simili del sec. XIX (13)
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