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Crocifissione

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Via Giovanni Amendola, 2 – Reggio Emilia (RE)

M.B.

notizie 1965-1982

piatto

ceramica/ pittura/ smaltatura
cm.
2.4(a) 31.7(la) 31.7(d)
sec. XX (1943 – 1943)

n. 80

Il piatto è largo e piano, perfettamente circolare, piuttosto sottile; sulla superficie interna spicca al centro la rappresentazione della scena della crocefissione, dipinta su ceramica. La scena è delineata con tratti semplici ed essenziali, presenta uno sviluppo simmetrico: al centro la croce più alta, con il Cristo; ai lati due figure addolorate; più esternamente le altre due croci, più basse, con i ladroni. I volti risultano abbastanza espressivi, ma non paiono delineati con particolare cura; le figure, tracciate su fondo avorio, sono delineate con un tratto rossastro. La scena è circondata da una fascia decorativa piuttosto ampia, che arriva quasi al bordo del piatto, realizzata con la ripetizione di un modulo decorativo a ventaglio, variamente orientato e riempito di volta in volta con una colorazione uniforme, ora gialla, ora verde, ora azzurra, ora arancione, ora rosa.

Da Canossa, l'antica "Canusia", prende nome questa singolare forma d'arte, ispirata alle decorazioni scolpite su frammenti murari raccolti tra i ruderi del noto castello matildico, nelle chiese e negli oratori della provincia di Reggio Emilia, spesso riprodotte nelle miniature degli evangelari, i cosiddetti "codici matildici".
Fu di Maria Bertolani Del Rio (1892-1978) l'idea di richiamare a nuova vita l'antica arte legata all'età canossana, all'importante dinastia che aveva dominato gran parte dell'Italia medioevale, e al 1932 risale l'inizio dell'attività di identificazione e di raccolta del materiale. I motivi decorativi sono accomunati da uno stile di derivazione carolingia, preludio della più ampia e significativa fioritura dell'arte romanica.
Una volta raccolti, tali motivi venivano trasferiti su carta, per essere adeguatamente studiati e quindi riprodotti su tela, seta, cuoio, ceramica, marmo o legno. Erano poi gli allievi della Colonia-Scuola "Antonio Marro", istituita nel 1921 all'interno del S. Lazzaro per esercitare l'abilità manuale di ragazzi anormali dai 5 ai 16 anni, a ripetere quelle decorazioni ricamando tovaglie, cuscini, piccoli arazzi, ad imprimerle nella creta del vasellame, poi cotto in forni primitivi, ad incidere quegli antichi motivi nel legno, o a sbalzarli sul cuoio.
Presentati alla Mostra Nazionale Fascista del lavoro femminile, tenutasi a Bari nel settembre del 1932, questi lavori furono premiati con la medaglia d'oro. L'opera di diffusione di questo originale artigianato continuò anche al di fuori dell'Istituto: i pregiati ricami canusini, eseguiti da ricamatrici private, ebbero diffusione in Italia ma anche all'estero, e ottennero nel 1949, alla Mostra Nazionale dell'Artigianato di Firenze, il "Primo premio assoluto nella categoria del ricamo".
I successi conseguiti suggerirono di chiedere un brevetto per l'Ars Canusina, depositando il contrassegno che compariva ormai da vent'anni sui lavori eseguiti nell'Istituto: il monogramma della contessa Matilde, che racchiude, nelle anse della lettera M, lo stemma della città di Reggio Emilia e quello della famiglia Canossa (il cane con un osso in bocca).

Bibliografia Bertolani Del Rio M.
Ars Canusina
Bologna
1935

Bibliografia Bertolani Del Rio M.
La colonia-scuola A. Marro
Reggio Emilia
1938

Altre informazioni

Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Ars Canusina "Crocefissione" dall'Evangeliario della Contessa Matilde
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Con vivo affetto all'amico Magg. Gino Basurto G. Baroni Colonia Scuola Reggio Emilia 1943-XXI

Altre opere in Biblioteca Scientifica Carlo Livi e Archivio dell'ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro (347)
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