
1560 ca./ 1591
dipinto
Sulle nubi grigie siede la Madonna del Rosario con il Bambino in braccio; ella ha vesti rosate e manto verde. E' incoronata da due angioletti, altri si affacciano sulle nubi porgendo rose. Il fondo è luminoso, con un alone di luce giallastra. In primo piano e ai piedi della Vergine, sono a sinistra San Domenico che invoca l'intercessione e a destra San Tommaso d'Aquino, più giovane, che tiene il libro nella mano destra ed ha la candida colomba dello Spirito Santo accanto all'orecchio. Nel fondo e in basso, due distinti gruppi di fedeli rivolgono lo sguardo alla Madonna. A sinistra i chierici, fra i quali spicca la figura di un papa (probabilmente Papa Pio V, domenicano e grande promotore della devozione del Rosario); a destra i laici, con un imperatore, ornato del manto di ermellino, che ha deposto in terra la corona simbolo del potere.
La grande pala, che raffigura l'Incoronazione della Vergine, è stata a lungo di incerta attribuzione. A. Quintavalle (1959), su suggerimento di R. Longhi, la attribuì ad artista vicino al Bastarolo o al Bastarolo stesso negli ultimi anni di attività, ricordando il carattere manieristico e le derivazioni correggesche dell'opera. Dopo l'analisi di un documento ritrovato da Pungileoni (1817-21) in cui si ricordava l'attività del Madonnina per un quadro della Chiesa dei Domenicani a Correggio (poi San Giuseppe), Frabetti nel 1972 ha definitivamente attribuito l'opera al modenese Francesco Madonnina. Da un lato l'impostazione simmetrica della pala e la presenza delle nubi minacciose, che occupano la metà inferiore del cielo, ricordano le opere del Bastarolo, dall'altro di derivazione correggesca è la Madonna col Bambino inserita nello spalancarsi delle nubi che dà luogo a una sorta di luminosità dorata e gli atteggiamenti dei putti sulle nuvole. I fedeli alludono ai devoti della Confraternita del Rosario. Il confronto di quest'opera con la tela della Crocifissione della stessa chiesa, è preso a paragone da Bonsanti (1978) e da Volpe (1979) per attribuire al Madonnina anche un quadro nella Chiesa di Magreta (MO).
L'opera nel complesso (l'Incoronazione e i Misteri) appare influenzata da una opera devozionale, diffusissima nel secondo Cinquecento, "Rosario della gloriosa Vergine Maria" del domenicano Alberto di Castello.
Bibliografia
Di Castello A.
Rosario della gloriosa Vergine Maria
Venezia
Gio Antonio Bertano
1587
pp. 31-32
Bibliografia
Pungileoni L.
Memorie istoriche di Antonio Allegri detto il Correggio
Parma
1821
p. 64
Bibliografia
Finzi R.
Guida storico-artistica. Biografia di Correggio
Reggio Emilia
Tipografia Edizione Libertas
1949
pp. 11-12; 28-29
Bibliografia
Ghidiglia Quintavalle A.
Ritrovamenti e restauri
Parma
La Nazionale Tipografica Editrice
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Bibliografia
Finzi R.
Correggio nella storia e nei suoi figli
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AGE
1968
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Bibliografia
Diario Sacro
Reggio Emilia
1985
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Bibliografia
Ghidini A.
Il Palazzo dei Principi in Correggio
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Cassa di Risparmio di Reggio Emilia
1976
pp. 63-64
Bibliografia
Bonsanti G.
Restauri fra Modena e Reggio
Modena
Artioli Editore
1978
pp. 79-80
Bibliografia
Volpe C.
La pittura emiliana del trecento
Tommaso da Modena e il suo tempo Atti del Convegno internazionale di studi per il sesto centenario della morte Treviso 31 Agosto 3 settembre 1979
1979
pp. 58; 173-175
Bibliografia
Pirondini M./ Monducci E.
La pittura del Cinquecento a Reggio Emilia
Milano
Motta
1985
pp. 67-70
Bibliografia
Ghidini A. (a cura di)
Il Museo Civico di Correggio
Milano
Electa
1995