
Partisani Benito detto Mastro Lupo
1906/ 1969
dipinto
n. 2066
Il letto del fiume Rabbi tra due ali di folta vegetazione con sullo sfondo la linea delle colline ed un tetto di casa.
Benito Partisani, Predappio 1906 – 1969, pittore, ceramista e scultore, Benito Partisani, in arte Mastro Lupo, nacque a Predappio, centro urbano della collina forlivese, il 21 gennaio del 1906. L'osteria-trattoria gestita dai genitori era luogo d'incontro di anarchici e socialisti del tempo. Ancora adolescente, alla morte del padre, seguì la madre a La Spezia, dove ebbe la possibilità di esprimere la sua spiccata predisposizione artistica nello studio dello scultore e pittore Del Santo. Successivamente, a Roma, in concomitanza con il servizio militare, frequentò l'Accademia di Belle Arti, ove si distinse per tenacia e capacità espressiva. Giovanissimo, partecipò, a Bologna, ad una mostra di pittura, in cui si classificò fra i primi tre artisti presenti, ottenendo, così, il diritto di essere ammesso alla Biennale di Venezia. Ma una menzione apparsa su un articolo giornalistico, che faceva sbrigativo riferimento a Partisani come "figlioccio di Mussolini", allora Capo del Governo, indusse il giovane artista a rifiutare l'ambita possibilità di partecipare alla Biennale. Assai amareggiato da questo accadimento, egli decise di non proporre più la sua arte né in collettive, né in personali. Numerose sue opere si trovano, comunque, in spazi pubblici ed in collezioni private della Romagna; altre sono conservate in varie città italiane, in particolare a Roma, Bologna, Firenze, La Spezia, Trieste e sue realizzazioni in ceramica hanno varcato l'oceano. Partisani ebbe modo di conoscere illustri artisti e uomini di cultura, far cui Guttuso, il quale si recò appositamente a Predappio, per conoscere personalmente l'artista romagnolo, sollecitandolo, poi, a trasferirsi a Roma, per affermare la sua notorietà. Ma Partisani, di animo schivo, non si fece allettare da tale proposta e preferì rimanere in Romagna, accontentandosi di quello che la vita del suo paese poteva offrire. Fu caporeparto della "Caproni", già fabbrica aeronautica di Predappio, in cui si distinse sempre per le sue alte qualità morali e professionali. Egli rifiutò anche lauti compensi, negando un parere favorevole su un prodotto utilizzato in aeronautica, poiché temeva per la sicurezza e l'efficienza dell'aereo. La semplicità di vita di Partisani, uomo di ideali politici decisamente progressisti, non era, comunque, disimpegno sociale, tanto che, nel 1946, venne eletto Sindaco del Comune di Predappio, carica che ricoprì fino al 1951. Terminata la legislatura, egli si dedicò completamente all'arte; nel suo studio, in Via Palmezzano, tenne anche la Scuola per Ceramisti "La Prè", frequentata da numerosi, giovani allievi, che oggi ricordano il maestro con ammirazione, per lo spessore della sua espressione artistica e per il calibro di una personalità decisa, inquieta e schietta. Partisani gioiva della sua arte e, riluttante ad ogni forma di commercializzazione e di calcolo economico, optò sempre per una vita semplice ed umile, a conferma dell'emblematica risposta data a suo tempo a Guttuso: "Quando posso avere cento lire per il caffè, le sigarette, ma soprattutto per un tubetto di colore, io mi sento compiutamente soddisfatto ed appagato".