
notizie II e III quarto del XV secolo
dipinto
n. 2
n. 226
La Vergine, con tunica rossa e manto nero, foderato d'ermellino è rigidamente frontale e siede su un trono di stile trecentesco ornato con motivi cosmateschi. Con la mano sinistra porge al Figlio, in piedi e appoggiato al suo braccio destro, due pere. Il Bambino indossa una leggera veste bianca ed ha al collo un rametto di corallo rosso. La parte inferiore del corpo della Vergine è andata perduta.
Frammento d'affresco proveniente, come ricorda il Trovanelli (1897), dal convento o dalla chiesa di S. Francesco di Cesena, demoliti intorno alla metà dell'Ottocento. L'iconografia della Vergine colta nel momento di porgere al Bambino due pere è tipicamente locale, derivata dalla Madonna della Pera di Paolo Veneziano (1347), ora conservata in vescovado a Cesena. La Tambini (1982) e poi Alessandro Marchi (1988) per questioni stilistiche, tra cui la linea di contorno nera, assegnano l'opera a quel pittore definito "Maestro di Castrocaro" che lavorò anche nel convento di Sant'Agostino (tre affreschi in pinacoteca). Già Golfieri (1955) vi aveva visto un legame con il ciclo pittorico di S. Niccolò di Castrocaro, ma a suo giudizio l'autore era il faentino Guglielmo di Guido dei Peruccino. In precedenza Calzini (1895) aveva percepito nell'affresco echi giotteschi ed il Trovarelli, due anni dopo, pensava a Giotto in persona o al suo ambito, ma con toni meno trionfali il redattore dell'inventario del 1925 lo giudicava di scuola toscana del XIV sec.. Buscaroli (1931) ne evidenziava il carattere gotico, lontano però dal fare giottesco e Piraccini (1977 e 1980) datava il frammento al penultimo decennio del Quattrocento. Nel 1984 egli spostava la data alla prima metà del secolo e riferiva l'opera alla scuola romagnola. La Tambini preferisce collocare l'opera intorno al 1460 e Marchi più genericamente parla di secondo e terzo quarto del XV secolo. Tra le altre cose quest'ultimo studioso nota un'affinità tra il nostro affresco e la pala con la Madonna in trono e Santi del bolognese Pietro di Giovanni Lianori datata dal Volpe al 1410 (già a Bologna, in coll. Gozzadini).
Bibliografia
Marchi A.
Maestro di Castrocaro. Annunziata, San Biagio, Madonna del latte, Madonna in trono col Bambino
Riflessioni su un dipinto. Appuntamenti mensili in pinacoteca
Cesena
Comune di Cesena
1988
s.p.
Bibliografia
Marchi A.
Cellini M. (a cura di)
Paolo Veneziano. Maestro di S. Ivo. Maestro di Ceneda. Maestro di Castrocaro. Neri di Bicci. Giovan Francesco da Rimini. Maestro romagnolo
Imago Virginis. Dipinti di iconografia mariana nella diocesi di Cesena – Sarsina dal XIV al XVII secolo
Cesena
Tipolitografia Wafra
1988
pp. 10-43
Bibliografia
Trovanelli N.
Piraccini O. (a cura di)
Artisti celebri italiani e stranieri a Cesena
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
Silarte
1894
pp. 229-231
Bibliografia
Buscaroli R.
La pittura romagnola del Quattrocento
Faenza
1931
p. 40
Bibliografia
Golfieri E.
Inediti pittorici faentini della prima metà del Quattrocento
Rivista d’Arte
1955
p. 159-78
p. 159
Bibliografia
Piraccini O.
Il patrimonio culturale della città di Cesenaorigini e vicende della pinacoteca civica.
Studi Romagnoli
Faenza
Fratelli Lega Editori
1977
pp. 155-67
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Dieci anni di restauri per la pinacoteca civica di Cesena
Cesena
Comune di Cesena
1980
Bibliografia
Tambini A.
Pittura dall’alto medioevo al tardo-gotico nel territorio di Faenza e Forlì
Faenza
1982
Bibliografia
Piraccini O.
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
1984
Bibliografia
Tambini A.
Pittura tardogotica in Romagnail maestro di castrocaro e il maestro della Madonna Lanz
Paragone
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Sansoni
1987
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Bibliografia
Calzini E.
Piraccini O. (a cura di)
Una visita alla pinacoteca di Cesena
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
Silarte
1984
pp. 214-217
Bibliografia
Cellini M.
Cesena Musei. Pinacoteca Comunale
Cesena
Comune di Cesena
1998
pp. 10-11, 25, 34