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081
081

sergentina

081
081
Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

manifattura italiana (?)

sergentina

acciaio/ incisione,
legno,
seta ,
velluto ,
bronzo
cm.
198.5(a) 14.5(la)
altezza ferro 50
sec. XVII (1650 – 1699)

n. 22

Gorbia tronco-conica che prosegue nelle bandelle, chiusa all'estremità superiore da un nodo sferoide schiacciato accompagnato da anellature. Blocchetto pressoché primatico messo a giorno da una sforatura quadrata da cui escono una scure lunata con gobbe arricciolate in testa di uccello e una sforatura a croce di malta, e un becco di parrocchetto con gobbe consimili e una sforatura cuoriforme. Sopra un piccolo cuscino che sormonta il blocchetto spicca la cuspide a quadrello. Il becco e la scure sono decorati a bulino con due volatili che si affrontano. Sull'asta lignea sono applicate due nappe moderne e frammenti del rivestimento in velluto bullettati in bronzo.

Le "sergentine" erano piccole alabarde divenute distintivo dei bassi ufficiali, appunto i sergenti, negli eserciti di tutta Europa a partire dalla guerra dei Trent'anni, l'inizio della quale aveva visto la scomparsa dell'alabarda dai campi di battaglia. Proprio questa dismissione, e quella della partigiana (anch'essa rimasta in uso militarmente solo presso alcune formazioni di guardie d'èlite nel servizio corrente, ma non in guerra) portarono rispettivamente a conservare tali armi modificandone la funzione: da arme a distintivo di rango; rispettivamente con la "sergentina" e la "mezza picca da ufficiale". Serviva, almeno pro forma, a tenere l'allineamento dei ranghi, e con tale funzione restò in uso fino agli inizi dell'Ottocento.
La forma di questo esemplare, e di altri presenti nel museo, è nettamente ispirata alle sergentine adottate dai reggimenti francesi al tempo di Luigi XVI, e subito imitate, con la mezzaluna raccolta e pronunziata, e le arricciolature lavorate in piccole teste di volatile.

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