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violino

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

Paganini Luigi

1838/ 1914

violino

legno di acero ,
legno di abete ,
legno di ebano ,
legno di palissandro
mm
598(lu)
lunghezza del fondo 365//larghezza massima superiore del fondo 173 (+307)//larghezza minima nelle CC del fondo 114 (+199)//larghezza massima inferiore del fondo 211 (+82)//lunghezza della tavola 363//altezza delle fasce al tassello del manico 31//altezza
sec. XX (1900 – 1900)

n. 687

Il fondo è in due pezzi di acero con marezzatura media regolare non troppo marcata, leggermente discendente dalla giunta. Le fasce sono del medesimo legno, la testa ha una marezzatura meno evidente e più larga. La tavola è in due pezzi di abete a venatura fine che si allarga all'ultimo verso i bordi. Gli anelli annuali sono mediamente marcati. La sguscia del bordo e in particolare delle punte è larga, con bordo piatto. La sguscia delle palette delle ff è assente. Le ff non sono annerite lungo il bordo interno. Il filetto è inserito con molte irregolarità e qualche stuccatura, specie sulla tavola. Piccola crepa a sinistra del capotasto della tavola. La chiocciola è mediamente scavata e il suo svolgimento si allarga solo verso la fine, ha bordi arrotondati, così come le guance della cassetta dei piroli. I tasselli interni e le controfasce sono in abete. La tastiera è di ebano. La cordiera, di ebano, è moderna. I piroli sono di ebano. Il bottone della cordiera è di ebano con occhio di madreperla. La vernice è di colore aranciato, con qualche irregolarità nel colore. Sulla vernice è stato successivamente spalmato un olio non siccativo.

Questo strumento è citato nel manifesto della "Mostra di alcuni strumenti della collezione Paganini", pervenuta per lascito all'Ente Orfanotrofi di Forlì al numero 12. La provenienza è diretta per lascito di Alba Paganini.
Luigi Paganini (Faenza, 1838 – Forlì 1914), secondo i biografi iniziò a lavorare dodicenne nelle cantine del palazzo del conte Gessi a Faenza. Incoraggiato dal conte fu a bottega per qualche tempo dal liutaio Lucarini di Faenza. Si guadagnò da vivere costruendo pipe di radica, attività che anche il figlio Giuseppe Secondo continuò con il padre per qualche tempo. Luigi Paganini fu sostanzialmente autodidatta e sopravvisse alla morta dei figli maschi. Fu attivo fino alla fine come liutaio. I suoi strumenti sono di buona fattura, anche se inferiori a quelli del figlio Giuseppe Secondo.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: ALOIS DOMINICUS MARIA PAGANINI PATER/ FECIT FOROLIVJI AN 1900

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Luigi
Posizione: sotto il bottone di attacco della cordiera
Descrizione: L. PAGANINI racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Luigi
Posizione: sul fondo
Descrizione: L. PAGANINI racchiuso in un rettangolo

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