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violino

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

violino

legno di acero ,
legno di abete ,
legno di ebano ,
legno di palissandro
mm
587(lu)
lunghezza del fondo 361//larghezza massima superiore del fondo 167 (+291)//larghezza minima nelle CC del fondo 108,5 (+203)//larghezza massima inferiore del fondo 209 (+75)//lunghezza della tavola 361//altezza delle fasce al tassello del manico 30//altezz
sec. XIX (1889 – 1889)

n. 685

Il fondo è in due pezzi di acero con marezzatura larga regolare abbastanza marcata, discendente dalla giunta. Le fasce e la testa sono del medesimo legno. La tavola è in due pezzi di abete a venatura media e regolare. Gli anelli annuali sono abbastanza marcati, ma poco visibili per via della verniciatura. Le due metà della tavola sono state reincollate e sono leggermente disassate. La sguscia del bordo e in particolare delle punte è abbastanza pronunciata, la sguscia delle palette delle ff è assente. Le ff sono annerite lungo il bordo interno. Il filetto è doppio, sia sul piano che sul fondo. Un pezzo di filetto è inserito nella giunta di testa delle fasce. La chiocciola è molto scavata con bordi smussati, così come le guance della cassetta dei piroli. I tasselli interni e le controfasce sono in abete. La tastiera è di ebano. La cordiera, di ebano, è moderna. I piroli sono di palissandro. Il bottone della cordiera è di ebano. La vernice è di colore bruno rossastro molto scuro e poco trasparente, danni si notano sopra il ponticello, sulla fascia superiore sinistra e sul bordo del piano in alto a destra. Lo strumento è stato successivamente spalmato di un olio non siccativo.

Di questo strumento non compaiono gli estremi di acquisizione da parte del Comune di Forlì in alcuna documentazione. Non è presente nell'elenco del lascito di Alba Paganini all'orfanotrofio.
Giuseppe Secondo Paganini (Forli 1870-1913), figlio di Luigi Paganini, imparò quasi da autodidatta imitando il padre. I biografi riferiscono che costruì il primo violino a 15 anni. La sua vera attività di liutaio inizia nel 1890. Nel 1899 costruì il famoso quartetto, su incarico del tenore Ettore Masini, lo stesso quartetto che figura oggi in museo e già citato da Vannes. Partecipò alla Mostra Internazionale di Torino, ottenendo una medaglia di bronzo. L'anno successivo partecipò alle grandi esposizioni di Nizza, Gand, Monaco di Baviera, Tolone e Marsiglia. Verso il 1900 gli fu affidata la direzione della liuteria Fischer di Londra, dove però si fermò per poco tempo, forse per le conseguenze della perdita della moglie avvenuta nel 1899. Nel 1902 si trasferì a Firenze, dove lavorò per dieci anni. Morì nel 1913 a 43 anni, lasciando una produzione limitata di strumenti.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: JOSEPH SE.dus PAGANINI FIL./ ALOISIUS FECIT FOROLIVIJ AN 1896

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: a fuoco sul fondo
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: sotto il bottone di attacco della cordiera
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: sotto la tastiera (poco visibile)
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

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