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La Spezia

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Via di Roma, 13 – Ravenna (RA)

Rossi Ilario

1911/ 1994

dipinto

carta/ acquerello
cm.
15(a) 23(la)
sec. XX (1954 – 1954)

n. 0245

Ilario Rossi nasce a Bologna, dove si svolge interamente la sua storia artistica, il 15 settembre 1911 e qui muore l'11 ottobre 1994. Nella città natale frequenta l'Accademia di Belle Arti avendo come maestro e riferimento ideale Giorgio Morandi che nel 1930 aveva avuto presso l'Accademia la cattedra di incisione. Di Morandi, nello sviluppo della sua vicenda artistica, Rossi mantiene poi costantemente la solidità compositiva, sposandola ad una personale vena intimista e lirica che ne ha stemperato il rigore estetico. Negli anni trenta porta a Bologna un po' del sommovimento artistico introdotto da "Corrente" fondando "Galleria Cronache" e partecipando a lavori redazionali e ad allestimenti di mostre insieme agli amici del mondo culturale bolognese quali Aldo Borgonzoni, Giovanni Ciangottini, Pompilio Mandelli e Carlo Corsi. Nel 1940 gli viene affidata l'esecuzione di un affresco nell'ambito della Biennale di Venezia, dove già aveva esposto nel 1936, e nel 1941 vince il concorso per la realizzazione di un affresco per la sede della Cassa di Risparmio di Lugo di Ravenna. Dopo aver partecipato a varie edizioni della Biennale di Venezia, nel 1964 ha una sala personale dove espone opere caratterizzate dall'interesse sviluppatosi in quegli anni verso la figura umana: è proprio una figura quella rappresentata sui muri di Arcumeggia nel 1960, una "Ragazza che si pettina" andata perduta a causa del deperimento della superficie cromatica. L'opera confermava le tendenze e le soluzioni tematiche e formali verso le quali Rossi si andava indirizzando, in particolare proprio con una "Donna che si pettina" già nel 1940 aveva vinto il premio Fumagalli. L'intenzione era di dare ad Arcumeggia una figura di donna del popolo, stilizzata ma "viva e gustosa", come ebbe a scrivere agli organizzatori. Sempre nel 1960 Rossi, che già si era cimentato con l'arte sacra nella chiesa di San Lazzaro a Bologna, realizza, con forte carica emotiva, la sesta stazione della Via Crucis, "Gesù asciugato da santa Veronica". Per l'occasione usa un cromatismo freddo e intenso, dipingendo di bianco le unghie della Veronica e risolvendo con macchie espressionistiche di colore i suoi occhi e la sua bocca, in un contesto che vede una forzatura antinaturalistica delle anatomie.
Le ultime fasi del lavoro di Rossi, divenuto nel 1970 direttore dell'Accademia di Belle Arti di Bologna e chiamato nel 1971 ad insegnare all'Accademia di Brera, lo portarono ad insistere sui temi a lui cari, quali i ritratti e i paesaggi emiliani, nel segno della composizione e dell'uso mirabile del colore, risolto, anche nell'azzardo di tinte innaturali, in un virtuoso equilibrio armonico.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: La Spezia 10.7.54
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: Ilario Rossi

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