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Stireria

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Via di Roma, 13 – Ravenna (RA)

Romiti Sergio

1928/ 1999

dipinto

carta telata/ pittura a olio
cm.
50(a) 70(la)
sec. XX (1950 – 1950)

n. 0284

Nato a Bologna nel 1928, Romiti cominciò a dipingere alla fine degli anni Quaranta quando espose, ventunenne, in compagnia di Sergio Vacchi e Duilio Barnabè in una collettiva alla Galleria del Secolo di Roma. Sono questi gli anni delle Macellerie, a olio e su carta, certa eredità picassiana, diffusissima allora, nelle forme e nei colori.
Ben presto la sua arte si evolve seguendo il sottile filo conduttore di una progressiva scarnificazione dell'oggetto, in un processo continuo e quasi ossessivo di interiorizzazione. Nel 1952 Francesco Arcangeli riconobbe come Romiti si rivelasse uno dei pochi ad aver "inteso non indegnamente, come intimo esempio di moralità", la meditazione di Morandi. Emerge sempre di più il rapporto conflittuale con il colore, cercato e poi negato, riportato sulla superficie con tratti svelti e graffiati, alternati da vaste campiture di pasta pittorica che donano spessore fisico ai dipinti. Particolare importanza riveste, nell'ambito del suo lavoro, la produzione grafica dell'artista: disegni a matita su carta realizzati durante le periodiche fasi di abbandono della pittura, lavori gelosamente custoditi e raramente esposti per volontà dell'artista stesso. Pittore concentrato, solitario, travolto da un intento d'arte e da un'idealità troppo alte e irraggiungibili, si rivela una delle voci della pittura italiana del Novecento tra le più sapienti e sottili, silenziosa e schiva, e per questo più ardua da collocare nella storia dell'arte ufficiale. Romiti muore a Bologna nel 1999.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Romiti '50

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