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Copia di GS000123
Copia di GS000123

Processione panatenaica

Copia di GS000123
Copia di GS000123
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano

calco

gesso/ calco
cm
37(a) 130(la)
secc. XIX/ XX (1890 – 1910)

n. 2119

n. 827

riproduzione ridotta in scala 1:20 del fregio fidiaco che orna esternamente la cella del Partenone, raffigurante la solenne processione delle Panatenee. Il grandioso corteo rappresentato a bassorilievo sui quattro lati del naos, è riprodotto in questa versione miniaturistica su sei registri sovrapposti: i due lati brevi, orientale e occidentale, del fregio originale occupano ciascuno una fascia; i due lati lunghi, settentrionale e meridionale, sono divisi ciascuno in due segmenti

Tra il 1816 e il 1822 lo scultore scozzese John Henning realizzò una versione integrale ma fortemente ridotta del fregio panatenaico. La replica fu inizialmente eseguita su una serie di lastrine separate di ardesia, da cui, nelle intenzioni dell’autore, si sarebbero potute ricavare copie in gesso, da vendere a tutti coloro che ne fossero interessati. Henning si basò sui “marmi Elgin” visibili a Londra, integrando le parti mancanti con i disegni del pittore francese Jacques Carrey, che aveva riprodotto le sculture del Partenone ancora collocate nella sede originaria poco prima della catastrofe provocata dalla cannonata veneziana e dell'esplosione del 1687. Henning mise in vendita i calchi ricavati dalle sue lastrine in sei pezzi separati, da acquistare singolarmente o in blocco, ma ben presto si sviluppò un fiorente commercio di copie non autorizzate; in seguito qualcuno ebbe l’intuizione di riunire i sei calchi sovrapponendoli e ottenendo così un’unica tavola facilmente replicabile, richiesta non solo dalle Accademie e dalle Università, ma adatta anche a ornare come un quadro le pareti delle case private.
Il calco modenese è una di queste copie, di qualità non particolarmente elevata, tratta da una matrice già usurata, come si può vedere dalla scarsa precisione dei dettagli. Inoltre mancano nel calco modenese le firme anche in forma abbreviata che Henning aveva inserito qua e là nelle lastre originali e che sono ancora visibili nel calco conservato nella Gipsoteca del Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo. Non rimane menzione negli inventari conservati dell’Accademia modenese, ma in base alla datazione dei calchi analoghi documentati, si può ipotizzare un acquisto o un dono fra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo.

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