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Copia di GS000029
Copia di GS000029

rilievo dal fregio panatenaico

Copia di GS000029
Copia di GS000029
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano (?)

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
110(a) 110(la)
sec. XIX (1822 – 1866)

n. 730

il rilievo raffigura due divinità maschili sedute, rivolte entrambe verso sinistra, in direzione del lato meridionale del corteo; a sinistra è Hermes, identificabile dal petaso che tiene sulle ginocchia; accanto a lui Dioniso si gira con il capo verso la processione che sta arrivando, mentre si appoggia con il braccio sulla spalla del compagno; entrambi sono nudi con il mantello scivolato sui fianchi

il calco riproduce la parte centrale della lastra IV dal fregio est del Partenone raffigurante la solenne processione delle Panatenee, la festa religiosa più importante dell'antica Atene, celebrata ogni anno in onore della dea Atena, protettrice della città. Fidia con la sua bottega scolpì sul muro esterno della cella il grandioso corteo di cavalieri, sacerdoti, magistrati, portatori di offerte e di animali per il sacrificio che, procedendo dall'angolo sud-ovest del tempio, si muove contemporaneamente sui lati lunghi della cella, nord e sud, per confluire sul lato orientale, dove le divinità dell'Olimpo assistono sedute alla cerimonia e ricevono l'omaggio dei cittadini ateniesi. L'intera lastra E IV rappresenta quattro figure maschili e quattro divinità sedute; due di queste e tre delle figure maschili sono riprodotte in altri due calchi dell'Accademia modenese (GS000029 e GS000031).
Agli inizi del XIX secolo Thomas Bruce Elgin, ambasciatore inglese a Costantinopoli, patrocinò l'impresa di distacco e di invio in Inghilterra di gran parte delle sculture del Partenone, fra cui numerose lastre del fregio panatenaico, acquistate poi nel 1816 dal British Museum. La fama del fregio panatenaico è testimoniata dalla intensa produzione di calchi già nella prima metà dell'Ottocento, a opera di formatori di origine italiana, come Pier Angelo Sarti, Lewis e Domenico Brucciani, che lavoravano in collaborazione con il museo. Le lastre di marmo del fregio orientale sono più lunghe di quelle degli altri lati e questo può aver suggerito di riprodurle in più segmenti, al fine di formare calchi di minori dimensioni e di più facile realizzazione, come testimonia la presenza di pannelli analoghi in numerose gipsoteche italiane e straniere.
Il gesso modenese fa parte di un gruppo di calchi risalenti, almeno in parte, alla prima metà del XIX secolo: "tre bassirilievi d'Atene" sono infatti elencati nella "Nota delle Statue ed Ornati che sono venuti nella Accademia dopo che vi è il Sig. Direttore e Prof.re Giuseppe Pisani", del 1839, mentre una decina di "bassorilievi in gesso dal Partenone" sono registrati nell'Inventario del 1866. E' possibile che alcuni di essi siano stati acquistati presso il restauratore Giovanni Andreoli, fornitore delle Accademie di Parigi, Vienna e del museo di Berlino, che nel 1847 invia all'Accademia modenese un elenco di copie di fregi e decorazioni del Partenone e di altri monumenti ateniesi, proponendone l'acquisto. Nel calco in esame i margini della lastra originale sono stati regolarizzati per uniformarne le dimensioni; il bordo inferiore è aggettante e il pannello è delimitato da una cornice lignea modanata.

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